Scritto il
14 luglio 2009 in
Versi
Per un attimo lungo una notte le stelle erano ovunque: fisse, statiche, remote e d’argento nel cielo, e attorno a me danzanti, saltellanti, dolcissime lanterne volanti.
Mi piaceva l’idea di scriverti un sms: ma a te, piacciono gli haiku? Preparati perché te ne arriverà uno. Ma non l’ho fatto; per una volta ho pensato di elaborare il lutto senza la lacrima del morto.
Eppure c’eri, amore di statua, ti ho presa a tradimento e portata al caldo oscuro del mio bassoventre, ecco qua
Pisciare
tra le lucciole
E pensarti.
Scritto il
14 gennaio 2009 in
Versi
vivere nelle oscurità danzanti della foresta
affrontare gli istinti
il balzo è la regola
l’attitudine a
stroncarli
con un morso impavido
un affanno libero
Scusatemi se non avete trovato niente per tanto tempo.
Nobile il lupo che corre, corre instancabile per le macchie e attraversa i suoi istinti primordiali, (cibo, sesso, dominio), e li accetta, li cavalca, e li vive, con dignità. Il lupo serve i suoi impulsi con il balzo e il ringhio, affronta gli ostacoli sferrando zampate; ulula alla Luna; alterna momenti di egemonia sociale – nel branco – a fasi di solitudine.
Reconditi, gli istinti del lupo appartengono anche all’uomo. Ma il lupo, a differenza dell’uomo, non li ha incatenati nel nome di una “morale”. Non li ha condannati al confino della “civiltà”. Il lupo vive e rispetta i suoi impulsi, con dignitosa naturalezza. Corre, esplora il territorio, si nutre di ciò che caccia, si abbevera nei torrenti, si riproduce, contende il dominio agli altri esseri viventi. Attacca, si difende – valuta e rischia. Ha quello che vuole e che può. Soddisfa i suoi principi con la limpidezza di chi agisce soltanto. Il lupo corre libero e libero, a fine corsa, si affanna, perché nulla gli manca se non l’aria nei polmoni. Libero, completamente libero. Perché emancipato dal bisogno d’identificare gli istinti; dell’ambizione a capirne l’origine; dell’ipocrita convinzione di poter rispondere.
Scritto il
6 settembre 2008 in
Versi
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in una tisana
improvvisata, amara
di caso,
spietate interazioni,
destini annodati
in coincidenze
presunte
tratteggiate
violente.
un sorso per guarire in fretta,
due occhi rossi
per l’eccesso;
un affanno
un sospiro:
diventare sonno
senza memoria.
Scritto il
3 giugno 2008 in
Versi
Sandali ai piedi
Cinema deserti —
Parole ovunque.
Scritto il
18 maggio 2008 in
Versi
Aloni d’acqua e sale
Due piadine —
Conigli sparsi.
Scritto il
2 maggio 2008 in
Versi
Spighe di graminacee
Imbevute di rugiada —
Molotov al vento.