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	<title>Questa Vita &#187; Giornalismo Freelance</title>
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	<description>Di cosa parliamo quando parliamo d&#039;amore</description>
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		<title>Il sogno nostalgico di un giovane italiano del 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 10:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Farei volentieri a cambio: Berlusconi per De Gasperi, Franceschini per Berlinguer, Napolitano per Pertini; La Russa, Cicchitto, Bonaiuti, Capezzone, Bocchino &#8211; li cederei con piacere per un De Nicola; Rutelli, Fassino, Violante, D&#8217;Alema per un Bordiga; Tina Merlin nel ruolo della Finocchiaro; Ambrosoli invece di Maroni; Mattei al posto di Scajola; Einaudi alle finanze, sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Farei volentieri a cambio: Berlusconi per <strong>De Gasperi</strong>, Franceschini per <strong>Berlinguer</strong>, Napolitano per <strong>Pertini</strong>; La Russa, Cicchitto, Bonaiuti, Capezzone, Bocchino &#8211; li cederei con piacere per un <strong>De Nicola</strong>; Rutelli, Fassino, Violante, D&#8217;Alema per un <strong>Bordiga</strong>; <strong>Tina Merlin </strong>nel ruolo della Finocchiaro; <strong>Ambrosoli</strong> invece di Maroni; <strong>Mattei</strong> al posto di Scajola; <strong>Einaudi</strong> alle finanze, sulla poltrona di Tremonti; alla presidenza del Senato vedrei meglio <strong>Libero Grassi</strong>, eroe dell&#8217;antimafia, di Renato Schifani; al dicastero della Giustizia avrei preferito <strong>Borsellino</strong> e <strong>Falcone</strong>, al ministro Alfano e al sottosegretario Casellati;  <a href="http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/cronaca/demauromafia/demauromafia/demauromafia.html" target="_blank"><strong>Mauro De Mauro</strong></a> alle telecomunicazioni e alle politiche giovanili rimpiazzerei la Meloni con <strong>Peppino Impastato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle ingerenze di Ruini e di Bagnasco, avrei preferito quelle di <strong>Don Puglisi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei che<em> Il Giornale</em> sia ancora diretto da <strong>Indro Montanelli </strong>e che <em>l&#8217;Unità</em> porti la firma di <strong>Antonio Gramsci</strong>;<strong> </strong>al posto di Facci, Giordano, Mazza, Pigi Battista, pagherei per leggere <strong>Leo Longanesi</strong>. Sostituirei la Santanchè e la Mussolini con la<strong> Fallaci</strong>; ascolterei con passione Rampini discutere dell&#8217;impero di Cindia con <strong>Tiziano Terzani</strong>, invece che con Porro; metterei <strong>Ugo Ojetti </strong>al posto di Vespa, in prima serata; <strong>Cesare Pavese</strong> sulla poltrona di Minzolini; <strong>Enzo Biagi</strong> su quella del tg2;<strong> </strong><strong>Italo Calvino</strong> al tg3;<strong> </strong><strong>Pippo Fava</strong> al tg4, al posto di Emilio Fede;<strong> </strong><strong>Rossana Rossanda</strong> a <em>Studio Aperto</em>;<strong> Vittorio Foa</strong> al posto di Floris; <strong>Bianciardi </strong>a recensire libri, in sostituzione di Elkann;  <strong>Pier Paolo Pasolini</strong> alla direzione della Rai intera;  <strong>Giorgio Gaber</strong> al posto di Sgarbi; <strong>Fabrizio De Andrè</strong> al posto di Bondi, al Ministero della Cultura.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Oh, che amarezza! Accostare i giganti del passato alle macchiette del presente! Che fare, dunque? Noi giovani di questa Italia alla deriva abbiamo il dovere di informarci (biblioteche, internet, ecc.) e far di tutto per onorare il nome dei grandi; sta a noi combattere il tracollo culturale; sta a noi rivivere la vita delle immense personalità che ci hanno preceduti, il loro percorso, conoscere le loro idee e riaffermare il loro temperamento e la loro l&#8217;eleganza. Perché saranno morti</em><em> sì, ma di certo più vivi di </em><em>tanti morti viventi.)</em></p>
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		<title>L&#8217;ho potuto guardare per pochi secondi</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 11:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo Freelance]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ho potuto guardare per pochi secondi. Quei secondi che, moltiplicati per n, sovente provocano lunghe code nelle strade. Tutti rallentano per lanciare un&#8217;occhiata all&#8217;accaduto, e più è grave e più è durevole e attenta la sbirciata. Mi sono interrogato sull&#8217;origine di tale curiosità, non l&#8217;attribuirei soltanto all&#8217;istinto o alla sete di verità, ma anche alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>L&#8217;ho potuto guardare per pochi secondi</em>. Quei secondi che, <em>moltiplicati per n</em>, sovente provocano lunghe code nelle strade. Tutti rallentano per lanciare un&#8217;occhiata all&#8217;accaduto, e più è grave e più è durevole e attenta la sbirciata. Mi sono interrogato sull&#8217;origine di tale curiosità, non l&#8217;attribuirei soltanto all&#8217;istinto o alla sete di verità, ma anche alla spettacolarizzazione morbosa delle disgrazie e alla teoria degli urti, con la quale mi riferisco alla tempra, perlomeno momentanea, della propria coscienza. Per farla concreta, c&#8217;è chi guarda per guardare, cioè per istintiva curiosità, chi per toccare con mano lati della realtà che usano manifestarsi solo attraverso gli schermi televisivi (per poi simbolicamente dire: «<em> io c&#8217;ero </em>»), e chi infine per ricalibrarsi le aspettative, i desideri, le lamentele. <strong>Urtando con la dura e cruda realtà, si capiscono i veri valori della vita</strong>.</p>
<p align="justify">Tornavo dalla piscina e l&#8217;ho potuto guardare per pochi secondi. L&#8217;ambulanza accostata a bordo carreggiata della <a href="http://www.questavita.net/2006/07/coltre-di-morte-su-occhi-di-gemma/" target="_blank">Salaria</a> con gli sportelli posteriori spalancati, e lui lì, per terra. Due metri avanti il motociclo, visibilmente rovinato. A seguire la macchina della polizia, con le luci lampeggianti. I poliziotti non li ho visti però, perché il mio sguardo è stato calamitato dalla scena del soccorso, dove i signori della croce rossa (<em>Ares 118</em>) stavano fissando il motociclista sulla barella. Malridotto, ma vivo. Comunque ferito, contuso, fratturato e traumatizzato. Leggermente più avanti, anche se parzialmente coperto dalla mia prospettiva, un altro uomo, seduto per terra. Probabile che fosse l&#8217;altro protagonista della collisione. Non so se fosse <em>colpevole</em>, ma era ugualmente affranto. Le mani gli fasciavano la testa, come per dire: « <em>che diavolo è successo, che ho combinato</em> », o forse il silenzio esprimerebbe meglio il suo stato d&#8217;animo.</p>
<p align="justify">Ora ospedale, rabbia, bestemmie, lacrime, rimorsi, tribunali, sospiri, notti insonni, lutti o sollievi, ancora tribunali, ospedali, ospedali, tribunali, attese brevi o lunghissime, preghiere, gioie e abbracci e pizze in famiglia o tenebre e fiori al camposanto, <strong>infine la fine</strong> e dopo ancora, l&#8217;<strong>oblio</strong>.</p>
<p align="justify"><font color="#999999"><em>E io che mi rammarico per gli esami universitari.</em> </font></p>
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		<title>Tasse e cioccolato</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2007 15:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo Freelance]]></category>
		<category><![CDATA[1984]]></category>
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		<description><![CDATA[Non ci sono soldi per fare niente. Alzano le tasse. Tutti si lamentano. Hanno racimolato il Tesoretto. Abbassano le tasse. Tutti gioiscono per quei quattro spicci. Io invece guardo la situazione da un&#8217;altra angolazione e m&#8217;inquieto, notando l&#8217;ennesimo parallelismo tra il nostro mondo e quello descritto da George Orwell in 1984. Dopo quello delle telecamere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/6/6b/1984-Big-Brother.jpg" style="padding: 4px; float: left" />Non ci sono soldi per fare niente. <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=158481">Alzano le tasse</a>. Tutti si lamentano.<br />
Hanno racimolato <a href="http://news.google.com/news?q=tesoretto">il Tesoretto</a>. <a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/economia/conti-pubblici-39/lettera-prodi-tesoretto/lettera-prodi-tesoretto.html">Abbassano le tasse</a>. Tutti gioiscono per quei quattro spicci.<br />
Io invece guardo la situazione da un&#8217;altra angolazione e m&#8217;inquieto, notando l&#8217;ennesimo parallelismo tra <a href="http://bba.winstonsmith.info/">il nostro mondo</a> e quello descritto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_Orwell">George Orwell</a> in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo)">1984</a>.<br />
Dopo quello delle telecamere nascoste, delle <a href="http://www.giustizia.it/dis_legge/intercettazioni_tel.htm">intercettazioni  telefoniche</a> nonché <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1986457">telematiche</a> e della <a href="http://www.rsf.org/rubrique.php3?id_rubrique=639">censura</a> dell&#8217;<a href="http://www.arcoiris.tv/">informazione</a>… ecco questo costante altalenare di tasse e imposte (fra poco anche per l&#8217;aria che respiriamo), mi ricorda ciò che succedeva nell&#8217;<em>Oceania</em> orwelliana, ai quali il Grande Fratello un giorno diminuiva la <strong>razione di cioccolato </strong>giornaliera, e il dì seguente la ripristinava, godendo del consenso e della benevolenza del popolo incosciente e senza memoria.</p>
<blockquote><p>A quanto pareva, vi erano state anche manifestazioni di ringraziamento al Grande Fratello per aver aumentato la razione settimanale di cioccolato, portandola a venti grammi. Ma se appena ieri, pensò <strong>Winston</strong>, avevano annunciato che la razione di cioccolato doveva essere abbassata a venti grammi! Possibile che potessero mandare giù una balla simile a distanza di sole ventiquattrore? Sì, era possibile. <em>Parsons </em>se lera bevuta tranquillamente, con la stupidità di un animale. Quellessere senza occhi seduto al tavolo di fronte se lera bevuta con lentusiasmo di un fanatico e avrebbe snidato, denunciato, vaporizzato come una furia chiunque avesse fatto notare che fino alla settimana precedente la razione di cioccolato era stata di trenta grammi. E pure Syme, magari in una maniera più complessa, implicante una qualche dose di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bispensiero">bipensiero</a>, pure <em>Syme </em>se lera bevuta. Era quindi solo lui, Winston, a possedere una memoria?</p></blockquote>
<p><em>ps. oltre a <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788804507451/ORWELL-GEORGE/1984.html">leggere il libro</a>, consiglio di <a href="http://www.imdb.com/title/tt0087803/">guardare il film</a> diretto da <a href="http://www.michaelradford.com">Michael Radford</a>: è fatto molto bene.</em></p>
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		<title>Gnaaam! E il bimbo fa silenzio.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 19:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prozac ai bimbi di 8 anni. Ma con cautela. Cioè, se il bimbo depresso dopo 4-6 sedute di psicoterapia non dovesse guarire, allora giù col pillolone… peccato che anche i muri sanno che qualunque tipo di psicoterapia potrebbe richiedere non giorni, non mesi, ma persino anni per risolvere un problema quale la depressione. Peccato anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.questavita.net/images/prozac_fantasy.jpg" style="padding: 5px; float: left" /></p>
<p align="justify"><a href="http://www.metronews.it/det.php?id=169540&amp;fid=adnk_id">Prozac ai bimbi di 8 anni</a>. Ma con <em>cautela</em>. Cioè, se il bimbo depresso dopo 4-6 sedute di psicoterapia non dovesse guarire, allora giù col <a href="http://www.oism.info/it/farmaci/psicofarmaci_danni/la_storia_dietro_al_prozac.htm">pillolone</a>… peccato che anche i muri sanno che qualunque tipo di psicoterapia potrebbe richiedere non giorni, non mesi, ma persino anni per risolvere un problema quale la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Depressione_%28malattia%29">depressione</a>. Peccato anche che sia stato provato che il Prozac possa indurre chi ne fa uso al <a href="http://www.fda.gov/cder/drug/antidepressants/SSRIPHA200410.htm">suicidio</a>. Peccato, sì. Peccato anche che l&#8217;<a href="http://www.emea.eu.int/">EMEA</a> &#8211; l&#8217;ente che si occupa della valutazione dei farmaci in Europa &#8211; non dipenda dalla Direzione Generale Sanità bensì dalla Direzione Generale Industria. <strong>Ma la Chiesa</strong>?</p>
<p>–<br />
<em><font color="orange"><strong>*</strong></font>  per info e petizione: <a href="http://www.giulemanidaibambini.org">GiuLeManiDaiBambini.org</a><br />
<font color="orange"><strong>*</strong></font> il <a href="http://www.pressante.com/content/view/441/34/">diverbio</a> su <a href="http://www.pressante.com/">pressante.com</a><br />
<font color="orange"><strong>*</strong></font>  photo by: <a href="http://flickr.com/photos/seretuaccidente/">seretuaccidente</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sull&#039;8 Marzo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 21:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[infibulazione]]></category>
		<category><![CDATA[triangle]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che sto per scrivere è un cortese invito al lettore a rivalutare la concezione del giorno dell&#8217;8 Marzo, data comunemente nota come “Festa della Donna“. L&#8217;imminente giorno, al contrario della concezione di gran parte del volgo, non è una giornata di festa e spasmi di gioia, bensì un giorno di ricordo e lotta.Sebbene ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Quello che sto per scrivere è un cortese invito al lettore a rivalutare la concezione del giorno dell&#8217;<strong>8 Marzo</strong>, data comunemente nota come “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_della_donna">Festa della Donna</a>“.<br />
L&#8217;imminente giorno, al contrario della concezione di gran parte del volgo, non è una giornata di festa e spasmi di gioia, bensì un giorno di <strong>ricordo e lotta</strong>.<img src="http://www.questavita.net/images/burqa.jpg" style="padding: 5px; float: left" />Sebbene ci siano molteplici ipotesi sull&#8217;origine della ricorrenza, come per esempio il drammatico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Incendio_della_fabbrica_Triangle">incendio della fabbrica Triangle</a> nella New York del 1908, una cosa è certa: l&#8217;8 marzo è il giorno della memoria per tutte le vittime del sessismo e della <strong>società patriarcale</strong> che per secoli è stata in vigore.<br />
E&#8217; un giorno in cui <strong>fermarsi</strong>, tutti, donne e uomini, <strong>e pensare</strong>, riflettere su quanto anacronistica e incivile sia ogni forma di disparità di diritti tra maschi e femmine. Un giorno in cui dedicare attenzione ai milioni di donne che tuttora subiscono violenze e soprusi nel mondo. Per rimembrare che in alcuni paesi islamici dove gli occhi delle donne sono coperti da una grata (quella del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burqa">burqa</a>), oppure che in alcuni paesi africani le vagine delle bimbe appena nate vengono ancora mutilate (la cosidetta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Infibulazione">infibulazione</a>).<br />
Sono solo esempi, e in verità non è neanche necessario volare così lontano. Basta affacciarsi a Roma di sera in qualche quartiere metropolitano. Addirittura basta recarsi a scuola e scovare qualche <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/12_Dicembre/03/stupro.shtml">baby gang di stupratori</a> oppure in <a href="http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/stupro-discoteca/chieti-stupro-discoteca/chieti-stupro-discoteca.html">discoteca</a>.</p>
<p>Io dico basta all&#8217;idea consumistica dell&#8217;8 Marzo e propongo dibattiti in tutte le scuole sulla condizione femminile nel mondo (della storia passata e odierna) con visione di documentari sulla storia della lotta femminista.<a href="http://www.adfreeblog.org"><img src="http://www.questavita.net/images/8_gufo.jpg" style="padding: 5px; float: right" /></a><br />
Basta alle mimose strappate dagli alberi pubblici e regalate con tanta ipocrisia.<br />
Dico basta allo <strong>starnazzìo </strong>delle donne che la sera dell&#8217;8 marzo brindano alla loro bassezza sotto i neon di qualche night club.</p>
<p>E&#8217; una questione di <em>forma mentis</em>, e <font color="yellow">io sostengo l&#8217;emancipazione</font>.<br />
<strong>Sempre</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Poesia alle masse</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jun 2006 21:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo Freelance]]></category>
		<category><![CDATA[alle masse]]></category>
		<category><![CDATA[meno trash]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Amanti della poesia, riunitevi. Vivendo nell&#8217;era delle comunicazioni di massa, ci si trova di fronte al pericolo di rimaner sommersi dall&#8217;enorme mole di dati che quotidianamente ci bombarda. Si rischia di affossarsi nella palude del benessere apparente, cinico e materialistico. Quello fatto di pubblicità, reality show, fotomodelle siliconate e calciomercato. Un annichilimento graduale, un percorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> Amanti della poesia, riunitevi.<br />
Vivendo nell&#8217;era delle comunicazioni di massa, ci si trova di fronte al pericolo di rimaner sommersi dall&#8217;enorme mole di dati che quotidianamente ci bombarda.<br />
Si rischia di affossarsi nella palude del <a href="http://www.disinformazione.it/bimbiburattini.htm">benessere apparente</a>, cinico e materialistico. Quello fatto di pubblicità, reality show, fotomodelle siliconate e calciomercato.<br />
Un annichilimento graduale, un percorso d&#8217;annullamento di qualunque ambizione metafisica o spirituale.<br />
In questo quadro drammatico, che riguarda prevalentemente la civiltà occidentale, la poesia, come G. Conte afferma, viene assassinata dalla borghesia corrotta, cinica, conformista e incolta, la quale spesso occupa i vertici della classe dirigente. Con lo scopo di crear profitto, si forgiano costantemente nuove armi consumistiche che lentamente sovrastano e smorzano il sublime istinto di trascendere. Ad esser particolarmente maligni, tutto questo può venire identificato come un <strong>preciso piano politico-economico</strong>: falcidiare la poesia e l&#8217;arte per macinare dollari: “superficializzando” le masse, esse si dedicano maggiormente al consumo sragionato, quello “senza se e senza ma”. Alcuni episodi fanno riflettere: nel 2002 nel palinsesto della <strong>RAI</strong> venne inserito <em><a href="http://www.massimofini.it/1010Indice.las?-Token.Key=Storia&amp;-Token.MenuLevel=1">Cyrano</a></em>, un programma di Massimo Fini dedicato alla poesia, al teatro e alla filosofia: dopo la prima puntata, nonostante andata in onda a mezzanotte e nonostante l&#8217;enorme successo (per una fascia oraria del genere), <strong>Cyrano è stato censurato</strong> con l&#8217;accusa, <em>infondata</em>, di blasfemia. Perchè nel 2000, far poesia è blasfemo: offende la fede dei consumatori, calpesta i valori “Denaro e Tecnica” (<em>G. Conti</em>).<br />
Tuttalpiù, la società-spettacolo fornisce i surrogati di massa della poesia, ovvero <em>canzoni e canzonette (Cucchi</em>) sempre più vuote e grige, come recentissimo esempio quella del piccione.<br />
<strong>Un quadro degno da 1984.</strong><br />
Ma non tutto ancora è andato perduto.<br />
Sebbene l&#8217;Anticultura divampi a gonfie vele, l&#8217;anima umana rimane un terreno fertile da coltivare.<br />
Resta un sogno realizzabile veder dal cuore nascere un arcobaleno.<br />
In quanto la poesia racchiude l&#8217;immensità dei sentimenti, crea nuovi mondi, nuove dimensioni: <strong>incanala e proietta nelle parole l&#8217;energia</strong>, sia positiva o negativa. <em>Va a toccare le misteriose corde d&#8217;ordine sentimentale (Fruttero)</em>, rispecchia quindi l&#8217;intimità più profonda.<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Heidegger">Martin Heidegger</a>, filosofo tedesco del &#8217;900, definisce la <strong>poesia come linguaggio dell&#8217;Essere</strong>, come manifestazione dell&#8217;Io.<br />
Uccidere la poesia equivale a saccheggiare l&#8217;animo umano dei suoi beni più preziosi: i sentimenti.<br />
Se tuttavia si comprende il problema, allora è possibile meditare una soluzione.<br />
Cominciando dal basso, magari leggendo di sera ai propri familiari una poesia. Oppure ripristinandone l&#8217;insegnamento <strong>rigorosamente a memoria</strong> alle scuole elementari: sebbene i bambini possano trovarlo lì per lì crudele, un giorno, bloccati nel traffico, si rassereneranno recitando le <em><a href="http://www.marcovalerio.it/antologia/Canzoniere/0126.htm">Chiare, fresche et dolci acque</a></em> del Petrarca; la casalinga frustrata rievocherà l&#8217;<em><a href="http://www.beppebarbera.it/ode.html">Ode alla Vita</a></em> di Pablo Neruda; il ventenne in crisi amorosa combatterà le tenebre della solitudine assaporando i versi del Pascoli o del Leopardi, comprendendo che certi eventi non capitano solo <em><a href="http://www.questavita.net/old/index.php?entry=entry051011-163721">A sè stesso</a></em>.<br />
Il mondo diverrebbe più vivo, più colorato, più profondo, più ricco. Più a misura d&#8217;uomo e non di macchina. Ci si emozionerebbe geniunimente alla sola vista di un ciliegio in fiore, di un ruscello di montagna o di una madre che allatta un bimbo.<br />
Si darrebbe più valore alle piccole cose, che in realtà piccole non sono.</p>
<p align="center"><img src="http://questavita.net/images/8-infinity.png" alt="8-infinity.png" title="8-infinity.png" class="center" height="168" width="270" /><br />
<em>Amabilmente corretto dalla professoressa,<br />
nonchè scrittrice e poeta (sic) <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/result_scrittori.asp?scrittore=Bandini+Giovanna&amp;idaff=0">Giovanna Bandini</a></em></p>
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