Archivio della categoria 'Fotografia'

06blog pubblica una mia foto per parlare di disagi nel trasporto pubblico romano

filobus(06blog.it | Disagi ATAC: 51 linee deviate per il weekend)


Notte bagnata a Jyväskylä

anni60_redPoker di foto scattate la stessa notte: stessa città stesse luci stessa acqua.

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Un assaggio di ciò che sarà, di ciò che sarò

Viaggiando ho cambiato modo di viaggiare.
(Vivendo ho cambiato modo di vivere.)


Dal letame nascono i fior

Incredibile, ma ho trovato qualcosa di positivo ne L’Altro, la nuova testata di Sansonetti nata per riflettere l’inesorabile fallimento della sinistra italiana. Ospita il blog di Tano D’Amico, fotografo degli anni di piombo e della dissidenza. È stata una dolce scoperta e vorrei condividerla qui perché non ha ottenuto la dovuta visibilità (il blog, non la testata).


Promemoria, Marco Travaglio

Pubblico alcune foto che ho scattato a Marco Travaglio nel suo monologo Promemoria, al teatro Ambra Jovinelli di Roma. Come sempre, rilascio le foto sotto Licenza Creative Commons Attribuzione, pertanto invito chiunque ad usarle (Marco Travaglio compreso!) a patto di darmene credito. Semmai qualcuno desiderasse adoperarle per usi commerciali, c’è la mia email a disposizione.
Ovviamente incoraggio tutti ad andarlo ad ascoltare (tappe): in tre ore attraverserete i lati oscuri della storia italiana degli ultimi decenni e capirete i meccanismi che hanno portato l’Italia ad essere contraddistinta come un’anomalia in Europa e tra le civiltà democratiche.
Visto che ci sono, rinnovo anche l’invito a seguirlo sul blog voglioscendere.it.

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“I’m trying to get some rest from all the unborn chicken voices in my head”

“don't get sentimental, it always ends up drivel”

Scattare queste foto e sciogliersi nella malinconia dei Radiohead.
Un venerdì sera in cui la ricerca di verità si è manifestata in passi rapidi per una metropoli che schiera panorami luciferini. Mentre cammino respiro le acri molecole di smog che i miei polmoni conoscono meglio dei propri alveoli.
Sgambetto per le strade romane come uno scarafaggio agitato  e intanto raccolgo realtà perdute e preparo ricordi di cui scrivere e su cui piangere. Un pirata senza bussola,  irrequieto, bramoso, ma smarrito in un oceano di lacrime e fango. La verità, dov’è? E io, chi sono? La strada suda, le sagome si spostano evanescenti e mute, nel buio metropolitano, un autobus ricolmo di anime sorde solca il vuoto dell’asfalto. L’intero universo si muove e gira e orbita e sbuffa come una pentola a pressione e ribolle come magma impazzito — e io, chi sono? Che diavolo ci faccio qui? Se lo chiedeva Leopardi nei suoi canti notturni, Kerouac strozzava il quesito nell’alcol, Chris – come Ulisse o Van Gogh -  ha varcato la soglia e io – intruso – lo sussurro, dai sotterranei della mia sfrontatezza, fucina delle mie inquietudini. Lo faccio sempre, – un martello incessante batte sul nervo – è una prassi ormai, come la pillola per il diabetico prima di andare a dormire, prima di volare e svanire.



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