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	<title>Questa Vita &#187; Estratti</title>
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	<description>Di cosa parliamo quando parliamo d&#039;amore</description>
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		<title>A tradimento le chiesi balliamo</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 16:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[i sotterranei]]></category>
		<category><![CDATA[kerouac]]></category>

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		<description><![CDATA[[Tornammo] al Red Drum per sentire i pezzi, per sentire Bird, che vidi chiaramente fissare Mardou diverse volte e anche me dritto negli occhi per capire se ero davvero il grande scrittore che credevo di essere come se conoscesse i miei difetti e le mie ambizioni o si ricordasse di me da altri locali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[Tornammo] al Red Drum per sentire i pezzi, per sentire <a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-8601461033916898387#" target="_blank">Bird</a>, che vidi chiaramente fissare Mardou diverse volte e anche me dritto negli occhi per capire se ero davvero il grande scrittore che credevo di essere come se conoscesse i miei difetti e le mie ambizioni o si ricordasse di me da altri locali e altre coste, da altre Chicago &#8212; non uno sguardo di sfida ma il re e il fondatore della bop generation o almeno nel suo sound che guardava il suo pubblico guardandolo negli occhi, gli occhi segreti lui-guardanti, mentre si inumidiva appena le labbra e faceva lavorare grandi polmoni e dita immortali, occhi distanti e interessati e umani, il musicista jazz più gentile che ci sia al mondo e proprio per questo il più grande &#8212; che guardava me e Mardou <strong>nell&#8217;infanzia del nostro amore </strong>e probabilmente si chiedeva perché, o sapeva che non sarebbe durato o capiva chi dei due ne sarebbe rimasto ferito, come è successo ora, naturalmente, ma a quel punto non ancora, era Mardou che aveva<strong> occhi sfavillanti </strong>puntati su di me anche se io non potevo saperlo e non lo so bene neanche adesso &#8212; tranne che per quel fatto, sulla strada verso casa, finita la session bevuta la birra al Mask <strong>andammo a casa ubriachi con l&#8217;autobus della Terza Strada tristemente attraverso la notte e</strong> <strong>i neon che pulsavano</strong> e quando improvvisamente mi chinai su di lei per gridarle qualcos&#8217;altro (nel suo io segreto come mi confessò più tardi) <strong>il suo cuore fece un balzo a fiutare la «dolcezza del mio respiro» </strong>(citazione) <strong>e quasi subito mi amò</strong> &#8212; e io non lo sapevo quando trovammo la scura triste porta russa di Heavenly Lane un grande cancello di ferro che a tirarlo cigolava sul marciapiede, l&#8217;interno che puzzava di bidoni della spazzatura tristemente ammucchiati l&#8217;uno sull&#8217;altro, teste di pesce, gatti, e poi il vicolo stesso, il primo sguardo che gli diedi (la lunga storia e il peso che ha nella mia anima, come nel 1951 quando me ne andavo in giro col mio taccuino in una pazza serata d&#8217;ottobre a scoprire la mia anima di scrittore&#8230;) […] A tradimento le chiesi balliamo [...] ah. &#8212; <strong>Ballando avevo spento la luce, così, nell&#8217;oscurità, ballando, la baciai</strong>. &#8212; <strong>una vertigine, nel turbinio della danza, l&#8217;inizio, il solito bacio d&#8217;inizio degli amanti in piedi in una stanza buia, la stanza della donna, e l&#8217;uomo tutto progetti</strong> &#8212; per finire poi in altri balli con lei in grembo o sulla coscia mentre la scarrozzavo in giro ballando con la schiena inarcata per non perdere l&#8217;equilibrio e lei intorno al mio collo le sue braccia che cominciarono a dare tanto <strong>tepore</strong> al me che allora era solo <em>hot</em> &#8212;<br />
E molto presto scoprii che non aveva credi e che non aveva avuto un luogo da cui trarli &#8212; madre negra morta mettendola al mondo – padre sconosciuto mezzosangue Cherokee hobo arrivato sbatacchiando le <strong>scarpe lacere sulle pianure grigie</strong> dell&#8217;autunno in sombrero nero e sciarpa rosa accucciato vicino ai fuochi degli hot dog a lanciare bottiglie di Tocay vuote nella notte «Yaa Calexico!».<br />
Veloce a buttarmi, mordere, spegnere la luce, nascondere la faccia dalla vergogna, fare l&#8217;amore come un matto per non averlo più fatto da quasi un anno e il bisogno che mi spingeva giù &#8212; i nostri piccoli accordi nel buio, i davvero-non-dovrei-proprio-dirtelo &#8212; perché fu lei che dopo disse «Gli uomini sono così pazzi, vogliono l&#8217;essenza, <strong>la donna è l&#8217;essenza</strong>, ce l&#8217;hanno tra le mani ma se la filano solo per mettersi a innalzare grandi costruzioni astratte» &#8212; [...] &#8212; E perciò avendo ottenuto l&#8217;essenza del suo amore adesso io innalzo grandi <strong>costruzioni di parole</strong> e così di fatto tradisco quella medesima essenza [...] &#8212; Ma non posso in queste confessioni tradire le intimità profonde, le cosce, quel che le cosce racchiudono &#8212; e però perché scrivere? &#8212; <strong>le cosce contengono l&#8217;essenza</strong> &#8212; eppure è là che resterei e da lì sono venuto e alla fine tornerei, ma devo pure sempre scappar via a costruire costruire &#8212; per niente &#8212; per le poesie di Baudelaire &#8212;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>I sotterranei</strong> &#8212; Jack Kerouac, 1958<br />
Traduzione di Nicoletta Vallorani</p>
<p style="text-align: right;">(Altre perle su <a href="http://www.facebook.com/questavita" target="_blank">fb</a>!)</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Nâzim Hikmet e lo scottex</title>
		<link>http://www.questavita.net/2007/05/nazim-hikmet-e-lo-scottex/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2007 10:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[amo in te]]></category>
		<category><![CDATA[hikmet]]></category>
		<category><![CDATA[impossibile]]></category>
		<category><![CDATA[nazim]]></category>
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		<description><![CDATA[Amo in te l&#8217;avventura della nave che va verso il polo amo in te l&#8217;audacia dei giocatori delle grandi scoperte amo in te le cose lontane amo in te l&#8217;impossibile entro nei tuoi occhi come in un bosco pieno di sole e sudato affamato infuriato ho la passione del cacciatore per mordere nella tua carne. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.questavita.net/images/scottex.jpg" style="padding: 17px; float: right" /><br />
<em><strong>Amo in te</strong><br />
l&#8217;avventura della nave che va verso il polo<br />
amo in te<br />
l&#8217;audacia dei giocatori delle grandi scoperte<br />
amo in te le cose lontane<br />
<strong>amo in te l&#8217;impossibile</strong><br />
entro nei tuoi occhi come in un bosco<br />
pieno di sole<br />
e sudato affamato infuriato<br />
ho la passione del cacciatore<br />
per mordere nella tua carne.<br />
<strong>Amo in te l&#8217;impossibile<br />
ma non la disperazione</strong>.</em></p>
<p align="justify"><em>Mattina, ore 9.00~</em>. Faccio colazione sul tavolo in cucina.<br />
La tazza di tè tiepido, lo zucchero, gli oro saiwa. Intingo la prima coppietta di biscotti nel tè, quando il mio sguardo ancora assonnato incontra il rotolo di scottex. Sapete quei rotoli che in ogni foglio rappresentano qualcosa… ci capitano stampati i fiori, a volte le ricette, altre volte proverbi o aforismi in chissà qual dialetto… Beh, questa volta ci ho trovato raffigurate attrici degli anni &#8217;50. Attrici di cui non conosco né nome, né stile, né niente. Non sono un intenditore, anzi, diciamo che non ci capisco proprio niente di cinema. Fatto sta che il mio sguardo è caduto su quell&#8217;illustrazione (<em>a lato</em>), e <strong>t&#8217;ho pensata in un baleno</strong>. Per tutti i 10 minuti della colazione ti ho guardata, lì, sullo scottex. Ti ho sollevata con cura, per posarti delicatamente da parte. Poi ho staccato un altro foglio, questo con una <em>bionda insignificante</em>, solamente per asciugare le gocce di tè cadute sul tavolo.<br />
Ti fissavo, ti sognavo ad occhi aperti, oro saiwa dopo oro saiwa ti vivevo. E così è stato per tutti i 10 minuti della colazione. Tornato di là, mi son messo a leggere qualche poesia di <a href="http://www.nazimhikmetran.com">Nâzim Hikmet</a>, così, per semplice ispirazione del momento. Ho trovato “<em>Amo in te</em>“, tra le “<a href="http://www.ecn.org/filiarmonici/hikmet.html">lettere dal carcere a <acronym title="sua moglie" lang="it">Münevver</acronym></a>“, del <strong>1943</strong>: niente s&#8217;addice di più alle correnti circostanze. Non esistono altri versi che collimano la realtà con tal precisione.<br />
<em>“Amo in te l&#8217;impossibile / ma non la disperazione”</em>. Versi che porterò sempre con me, assieme alla colazione, allo scottex e al sapore e all&#8217;odore dei nostri umori. Non dimenticherò mai questo periodo di vita, tanto ricco di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samsara">Samsara</a> quanto di voglia di riscatto esistenziale: ora la mia unica volizione è il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bodhi">risveglio spirituale</a>.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>La tenda arancione…</em></p>
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		<title>Nella vita bisogna</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Nov 2006 21:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[carmelo frisina]]></category>
		<category><![CDATA[cercasi alunni]]></category>
		<category><![CDATA[frisina]]></category>
		<category><![CDATA[genio ispiratore]]></category>
		<category><![CDATA[il Professore]]></category>
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		<category><![CDATA[nella vita bisogna]]></category>

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		<description><![CDATA[“Nella vita bisogna operare delle scelte.” (Carmelo Frisina) (Aggiornamenti luglio 2009: continuano ad arrivare contatti! Grazie a tutti i visitatori che sono capitati qui cercando il nome del professore&#8230; ci sono diverse iniziative in fase embrionale che aspettano solo di essere portate avanti e concretizzate! Grazie a tutti ancora.) (Aggiornamenti agosto 2010: per convogliare tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="center aligncenter" title="scelta.png" src="http://questavita.net/images/scelta.png" alt="scelta.png" width="250" height="293" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>“Nella vita bisogna operare delle scelte.”</em><br />
(<strong>Carmelo Frisina</strong>)</p>
<p>(<span style="text-decoration: underline;"><strong>Aggiornamenti</strong><strong> luglio 2009</strong></span>: continuano ad arrivare contatti! Grazie a tutti i visitatori che sono capitati qui cercando il nome del professore&#8230; ci sono diverse iniziative in fase embrionale che aspettano solo di essere portate avanti e concretizzate! Grazie a tutti ancora.)</p>
<p>(<span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Aggiornamenti agosto 2010</strong></span></span>: per convogliare tutti i visitatori in una sede più comoda e più consona, è stato fondato un gruppo su facebook: &#8220;<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=143010475732432" target="_blank">In memoria del prof. Carmelo Frisina</a>&#8221; per la commemorazione del professor Carmelo Frisina, siete tutti invitati a iscrivervi e a far girare la voce tra gli ex-studenti, gli ex-colleghi, e magari anche i familiari. Grazie ancora!)</p>
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