La storia dell’artista del 92

Avrà sulla trentina d’anni e appare con una certa regolarità sul 92 — linea urbana. Sale a Viale Somalia e scende in Via Tagliamento. Sacca sulle spalle, berretto scolorito in testa e blocco di carta bianca in mano. Incurante dell’universo circostante, passa le corse a disegnare cose bellissime con una penna a sfera. Disegna in qualunque posizione e condizione. In piedi, seduto, da solo o tra la folla. Si immerge nel blocco e traccia linee decise, curando le sfumature e il chiaroscuro. I sobbalzi del bus non rovinano l’opera ma portano alle forme quell’incertezza che le riempie di vita. Un giorno ha disegnato un occhio di donna stilizzato, con una bic nera. E nonostante il nero fosse l’unico colore,  l’occhio irradiava una luce insolita, un’elettricità misteriosa, una tensione di sospetto e sensualità.

Le rare volte che posa la penna si dedica all’osservazione del mondo. Si guarda intorno con sguardo assorto, da autentico sognatore. Si concentra su particolari apparentemente irrilevanti che chissà cosa vanno a significare nella sua mente da artista. Una volta si è letto il regolamento per i passeggeri, tutte quelle storie sulle multe agli evasori e gli abbonamenti per disabili. Un’altra volta scrutava la cartina di Roma attaccata in alto sopra la portiera, e lo faceva con estremo interesse, strizzando gli occhi sulla mappa – ma qualcosa mi dice non cercasse nessun indirizzo.

Passa un anno che non lo incontro più. Oggi lo rivedo, e non è per niente invecchiato. Stessa sacca, stesso berretto. Ma le mani le impegna nelle mani di una donna. Una donna dai lunghi capelli biondi e il volto fiero da indiana d’America. Lei lo abbraccia attorno alla vita e lui le accarezza le mani con dolcezza, mentre l’autobus si lancia con audacia sulle buche di Roma. Insieme fanno un corpo unico, più leggero dei loro due presi singolarmente. Sembrano combinati come una molecola d’acqua. Lui ha lo sguardo di quando guardava la mappa di Roma. Ma con una luce diversa. La luce degli occhi di lei. Gli stessi, identici occhi che disegnava un anno fa.
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