Archivio mensile per ottobre 2009

06blog pubblica una mia foto per parlare di disagi nel trasporto pubblico romano

filobus(06blog.it | Disagi ATAC: 51 linee deviate per il weekend)


Quarant’anni son passati, ma sei ancora vivo

Jack Kerouac

12 Marzo 1922 - 21 Ottobre 1969

Proprio oggi finisco di leggere un’edizione introvabile di Satori A Parigi, Bompiani, 1968, e proprio ieri (e l’altro ieri, e l’altro ieri ancora) non abbiamo esitato a brindare alla tua. E finché le tue parole entreranno dentro come lame e i tuoi sospiri saranno anche un po’ nostri e quando ci sarà un povero vagabondo sassofonista  jazz all’angolo della strada e noi diremo: – Oh, questo l’avrebbe apprezzato il Jack, e ci commuoveremo immaginandoti disperso in Bretagna a chiedere ubriaco in giro: - “Dov’è la spiaggia? voglio scrivere poesie vicino al mare la notte”, e il tuo modo di scontrarti con la vita sarà per noi sempre la più bella e impareggiabile e aggressiva partita di football della storia d’America – la tua corsa bruciante verso il touchdown – beh, finquando le tue parole bruceranno nel ricordo di un compagno mai avuto, il tuo sudore non svanirà, ma anzi abbraccerà l’eternità del firmamento, incensando tutte quelle stelle che nel Sud e anche…

[Quelle stelle che] nel Nord, nelle notti chiare, sono lacrime ghiacciate tra miliardi di altre, la via lattea di gennaio come caramelle d’argento, veli di gelo nell’immobilità, che lampeggiano, pulsando al ritmo lento del tempo e del sangue dell’universo.

da: Maggie Cassidy, 1953



Fibrillazioni/Detonazioni/Liberazioni

MA SÌ, CHE SIA LIBERA! CHE SIA LIBERA!, così grida il buon Gino scivolando di notte in via Nomentana, sperando nell’onda verde perché domani il dovere lo chiama (ma chi ci crede) — CHE SIA LIBERA! riferendosi alla donna  della mia vita, jeans rosso (e reggicalze pure?), pasionaria della risata angelo di desolazione beatnik danzante pirata dei cieli mestruali per me lei davvero merita la gioia l’amore il caos la FELICITÀ,  parole affidate al vento della metropoli e Gino salta, si eleva in volo e con uno schiaffo le affranca: CHE SIA LIBERA! il suo urlo è un richiamo tribale alla libertà assoluta! Gino beat bruciante, compagno d’arme, barbuto lungimirante scherzoso coraggioso irriducibile crepuscolare conciso, montanelliano nostalgico del Partito Liberale Italiano — che dire del brindisi più bello di sempre a cui el matador ci invita durante una cena euforia-in-periferia? Gino dinamite libertaria, Roma, autunno 2009! Armato di vino alza il bicchiere e tuona con potenza esagerata: – ALLA MORTE DEL PASSATO! oooooooooooooooooooooooooooooooooooooo… brividi tra i commensali ubriachi, brividi e risate e bestemmie a squarciagola che fanno tremare il cielo. Quanto futurismo nel suo gesto.  E quanta giustizia.


“Alcune persone hanno delle vibrazioni che vengono dritte dal cuore vibrante del sole”

Mi ritiro quattro giorni nei boschi. Ritorno previsto per lunedì 12.


city City CITY

Ama la vita, ok? Ama la vita. Se c’è qualcosa che non va lasciala perdere e abbandonati al profumo del bosco dopo la pioggia, al cielo stellato in una notte romana, al sorriso sincero della vecchia pazza del quartiere, al sogno di un amore eterno, al ricordo dei tuoi avi, a un buon libro di Hemingway, all’idea che puoi scrivere le tue memorie e spararle in mondovisione e farti ascoltare da 6 miliardi di persone e poi 12 miliardi e poi 24 e così via finquando il pianeta non sarà saturo ed esploderà e ci sarà un mostruoso cataclisma e tutto sparirà e noi stupidi egocentrici umani, noi scimmie dal palato raffinato, noi  smidollati esseri onnipotenti, noi terrestri fluttuanti e ingrati,  torneremo  tutti (ma proprio tutti)  all’ovile: il vuoto stellare che ci partorì in un sabato sera annoiato.



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