Il consorzio InterRail, attraverso l’associazione Viaggi e Libertà, mi ha selezionato per un progetto europeo. Loro mi pagano il biglietto InterRail, io fornirò loro il diario di viaggio. Ho preparato lo zaino: un rito che ripeto da quattro anni, ma che preserva la sua sacralità: ogni volta sembra la prima volta. Ho finito poco fa. Ora manco io. Solo io, visto che partirò in solitaria. Raggiungerò la Finlandia attraversando la Polonia del Nord, il confine russo e quello lituano, poi su per i Paesi Baltici e infine a Helsinki, via nave. Raggiungerò il Grande Nord senza lasciare mai la terra e l’acqua. Con uno zaino pieno di sogni.
(altri episodi: 1, 2, 3)
Scritto il
14 luglio 2009 in
Versi
Per un attimo lungo una notte le stelle erano ovunque: fisse, statiche, remote e d’argento nel cielo, e attorno a me danzanti, saltellanti, dolcissime lanterne volanti.
Mi piaceva l’idea di scriverti un sms: ma a te, piacciono gli haiku? Preparati perché te ne arriverà uno. Ma non l’ho fatto; per una volta ho pensato di elaborare il lutto senza la lacrima del morto.
Eppure c’eri, amore di statua, ti ho presa a tradimento e portata al caldo oscuro del mio bassoventre, ecco qua
Pisciare
tra le lucciole
E pensarti.
Comincio a pensare che i viaggi, se provvisti di ritorno, non sono più viaggi, ma ore d’aria.
ah-aa.. ah-aa, due sventurati a scambiarci perché in quel di Porta Maggiore: teste fasciate di umidità e polmoni abbracciati dal profumo di pioggia. Tra le sirene della nettezza urbana e le rose offerte da un indiano educato si parla di vagabondi, di Pasolini, di lingue, di migranti, di futuro, di misteri, di vulve
Punti interrogativi dondolati su una culla di marmo bianco; domande nate libere di sopravvivere e innamorate del cielo, come farfalle
Siamo corpi e niente altro. Siamo anime e niente altro. Siamo la sommatoria di esperienze di vita. Siamo il sacro patto tra l’animale e Dio
Lei non la vede; la sua ciocca di capelli tirata sulla testa sembra l’ala di un angelo in riposo. Lei non lo sa; l’oro proletario della Beck’s le illumina i denti, forti del conflitto e delle lacrime. Ho un aspetto orrendo stasera, dice. Non si accorge che ha il viso fino come la coda di un pettirosso e il corpetto caldo come un bazar indiano
Sbadiglia come un pesce, lei, e come un pesce si confonde nel buio quando nuota nell’eterea nube della città
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Mogwai - Emergency Trap