Pier Paolo Pasolini: Comizi d’amore
di Jacopo
Comizi d’Amore è un’inchiesta ad opera di Pier Paolo Pasolini, su tematiche scottanti quali sesso, sessualità, omosessualità, prostituzione, famiglia e divorzio nell’Italia degli anni 60. L’autore viaggia per l’Italia con cinepresa e microfono e domanda alla gente che incontra la propria opinione sui vari temi, sfidando coraggiosamente moralismo e ignoranza. Un esempio sublime di giornalismo ad ampio raggio, democratico, orizzontale, che volutamente interroga tutte le classi sociali (intellettuali, borghesi, proletari, studenti…), dal Nord al Sud e senza distinzione di età o genere. È incantevole ascoltare Oriana Fallaci o Giuseppe Ungaretti subito prima di un contadino calabrese o una studentessa bolognese. Il risultato è un’interpretazione fedele del tessuto sociale italiano del tempo. Il 68 è alle porte (il film è del 64) e le domande di Pasolini sembrano sondare il terreno per calcolarne il fermento culturale. Evidente il progressismo dei più giovani, soprattutto tra gli studenti del Nord.
Vien da sé il confronto col presente. Si osserva che molti dei tabù che vigevano oggi sono decaduti, altri si sono affievoliti e altri hanno resistito ad ogni sorta di intemperia culturale, continuando a condizionare il nostro modo di vedere il mondo. Lampante è il divario tra Nord e Sud, il quale, seppur in minor dose, tuttora sussiste. La concezione della donna nell’Islam che oggi tanto ci inorridisce mezzo secolo fa ce l’avevamo in casa. In alcune zone del Meridione le donne non potevano neanche parlare o andare a prendersi un caffè al bar da sole. E il delitto d’onore è stato abolito soltanto nel 1981.
Gli splendidi ritratti in seguito sono fotogrammi che ho estratto del documentario. Anche da questi capite perché Pasolini era un grande.







Il delitto d’onore è stato abolito ed è stato introdotto come aggravante la gelosia. In quest’ultimo mese, 2009, l’aggravante della gelosia è stato rimosso. Mi hanno riferito una dichiarazione della Lario riferita alle sue preoccupazioni non tanto (o non solo) per quello che Berlusconi fa o farà oggi, ma su quello che verrà dopo, a chi e a che cosa sta spianando la strada. Condivido. Io ricordo di quel documentario una certa confuzione anche tra i “progressisti”. Una certa discordanza tra delle volontà idealistico-intellettuali e la pratica del quotidiano. Comunque mi hai messo la voglia di rivederlo :)
a presto!
ei, grazie del tuo commento oculato, se ti serve il divx del film te lo faccio avere