Sotto fuoco manuale

di Jacopo

La mente umana vista da vicino è un labirinto senza uscita, un problema np-completo, un incalcolabile sorgente di paradossi e contraddizioni logiche. L’essere umano è un magnifico vaso di porcellana:  ogni esemplare, visto da vicino, è unico nella fattura; chiunque, nell’universo-mondo, possiede un dettaglio, una sbavatura, un luccichìo che lo rende unico. Visto da lontano, invece, è indistinguibile dai propri simili. Tutti sembrano uguali. Lo sto scoprendo ora studiando scienze informatiche, incredibile eh? Nel buio totale ho trovato le reti sociali. Distribuzioni di probabilità, grafi, logica fuzzy, reti complesse, modelli piccolo mondo. Crawlers, Information Retrieval, Data Mining. Persone come nodi, persone come numeri, relazioni come archi, gruppi come componenti connesse.
Gli uomini e le donne visti dall’alto non si discostano tanto dalle pecore. Immaginate di volare sulla protosfera e di poter fluttuare liberamente con un jetpack: noterete qualcosa come massa bianca e lanosa che regolarmente bruca erba e segue il cane pastore di turno. Noterete un groviglio impressionante di strade e strette di mano,  un termitaio in larga scala.  Un sistema a grandi linee prevedibile, generalizzabile, modellabile, che segue le leggi della biologia o, se volete, che rispetta l’equazione di Dio. Eccetto qualche eccezione. Qualche pecora nera, qualcuna smarrita, qualcuna e nera e smarrita. Sono i pochi moscerini predestinati a liberarsi dalla tela del ragno, e che attoniti osservano gli altri sgambettare negli schemi della natura.
Uomini, donne: corpuscoli colorati che popolano un puntino di terra minuscolo che ruota e fluttua nell’immensità fredda e immutabile dell’universo celeste. Non dimenticatelo. Ridimensionatevi.

Credo che sia arrivato il momento di riempire qualche bottiglia e dare un senso a ciò che ormai faccio, volente o nolente, da 3 anni a questa parte. Siete liberi di lamentarvi nel caso il blog assuma una linea noiosa.