Sulla XIII Giornata Mondiale della Gioventù
martedì, 15 luglio 2008 di Jacopo
« The plane, the plane! », urlavano e piangevano le oltre mille persone quando scorsero l’aereo del Papa Ratzinger in arrivo all’aeroporto di Sydney, Australia. Erano lì da ore, a spintonarsi per un posto in prima fila per vedere il loro attesissimo idolo, un po’ come fanno le ragazzine allo FNAC perché ci sono i Tokio Hotel.
E alle 15 spaccate ecco il Pontefice che accontenta la folla scendendo adagio la rampa del suo Alitalia personale per posare le sue scarpette Prada rosse sul suolo dei canguri e lasciarsi avvolgere da un’ondata fragorosa di cori e applausi.
Tutto pronto e allestito per la VIII Giornata della Gioventù. C’è tutto il necessario: bus e treni extra, ambulanze, vigili del fuoco, vigili urbani, polizia in borghese, piani di sicurezza, 412 scuole pubbliche adibite al pernotto dei pellegrini e addirittura un ippodromo affittato per l’occasione. Per un importo totale di 139 milioni di dollari, dei quali solo una parte irrisoria forniti dalla Chiesa Cattolica ($10m); i restanti $129 milioni vengono infatti finanziati dallo stato australiano. Ovvero: dalle tasse dei cittadini.
Tra i contribuenti ci saranno dunque anche le famiglie delle vittime di Padre Gerald, il prete di Melbourne che per trent’anni ha molestato impunemente più di 49 bambini. Come ci descrive Vania Lucia Gaito, Padre Gerald “molestò un bambino e sua sorella poche ore dopo il funerale del loro padre.” [...] “Uno di essi è stato ancora vittima di abusi sessuali presso l’altare, quando la chiesa era vuota e chiusa, dopo la Messa.” - lo so, è difficile da digerire, ma è così.
Tutto accadde negli anni novanta, sotto il “silenzio” del vescovo che viveva nella sua stessa casa, George Pell, che al processo ammise di non aver visto nè sentito mai niente, cosa improbabile visto che la casa in cui viveva mostrò essersi un vero e proprio “covo di pedofili”. Bene: tale George Pell oggi accoglieva il Pontefice all’aeroporto di Sydney.
Ora, io sono italiano e credo di aver ben pochi connotati per insegnare qualcosa agli australiani in materia di rapporti col Vaticano, ma il quesito basilare resta uno: non sarebbe stato più corretto offrire quei 139 milioni di dollari in risarcimento alle vittime di Padre Gerald? Invece che ospitare e finanziare una Chiesa che si è dimostrata omertosa, non sarebbe stato più consono indirizzare i soldi per campagne di informazione e associazioni di supporto per vittime dei preti pedofili?

Agghiacciante.
(Ma non era il diavolo a vestire Prada?)
(già.)
2 + 2 = ?
Jacopo, potevo metterlo su Libmag questo!
@Astrid: Ehm, non è migliorabile a tuo avviso?
come post è perfetto, per pubblicarlo avrebbe richiesto un taglio più impersonale. Tipo nella conclusione, ad esempio. I concetti ci sono tutti!
Buona giornata Jacopo!
Grazie astrid! Sempre incoraggiante
Buona giornata anche a te!
Scusate l’ignoranza, ma cos’è Libmag?
@Ali: Libmagazine.eu