Al piano c’è Ed
giovedì, 10 luglio 2008 di Jacopo
Quelli appena trascorsi sono stati giorni di impegni, manifestazioni di idee, esami universitari, eccetera. Mi sento quasi in colpa. Per una volta sono rimasto lì ad assistere alla fuga del tempo e dei fatti, senza fermarmi un attimo a respirare. Senza immortalare momenti, immagini, odori e sembianze. Dieci giorni senza Disciplina. Vi prego pertanto di perdonarmi.
Se non altro però gli impegni li ho smaltiti: le manifestazioni sono andate meglio che mai - a differenza di ciò che spernacchiano i TG di regime -, e gli esami sono nati e morti come parassiti sotto una pioggia di diserbante.
Nella mente ora progetti. Tanti. Tantissimi. Progetti. A breve e a lungo termine. Alcuni coperti da segreto, altri pubblici. Portare un po’ di Scandinavia in Italia, ad esempio. Oppure continuare le opere già iniziate: discorsi su amore e morte, stelle e gabbiani, storie orali e giochi del destino. Leggerescrivere favole e interviste - descrivere farfalle che si accoppiano in volo - viaggiare tra sogno e realtà - amare - il mondo e la vita, uniti in un valzer di sensuali malinconie…

leggo il tuo intervento, mi rispecchio.
rileggo il tuo intervendo, a volte ti contraddico.
In situazione di “overdrive”, non siamo spettatori, peggio ancora, siamo artefici. Senso di colpa? io direi più amarezza…siamo artefici inconsapevoli, e al tempo stesso consapevoli. Ci precludiamo i piccoli piaceri della vita, spinti dal desiderio di ottenere ben altro, il successo, un 30, i soldi…e alla fine soffochiamo…soffochiamo…soffochiamo….sprofondiamo.
Rimandiamo TUTTO ad un futuro di più ampio respiro, rimandiamo, accumuliamo…accumuliamo stress, accumuliamo stanchezza, accumuliamo malessere, e alla fine sprofondiamo…e alla fine diciamo BASTA!
Non so tu, ma io, ora avverto la necessità di alzarmi, di cambiare, di RESPIRARE…ricordi i pappagalli di quartiere? avverto la necessità di tornare a emozionarmi per le piccole cose, che occupata dalla routine quotidiana nemmeno notavo più…
Speriamo di risorgere dalle nostre ceneri…
ps: non mi firmo, mantengo l’anonimato…immagino tu abbia intuito chi sono…dopo un anno, come promesso, finalmente ti lascio un commento! il tempismo del tuo post, lo merita!!
@Anonimo: certo che ti riconosco e certo anche che ricordo dei pappagalli; ti ringrazio del commento e soprattutto ti ricordo che la felicità non si paga, si strappa!… può suonare aggressivo, oppure semplicemente utopistico, ma il succo della questione è che se ci pieghiamo al sistema e ci lasciamo schiacciare dai suoi meccanismi disumani, nelle nostre vene cesserà di scorrere sangue per dar spazio all’olio per motori…
ciao!