« Se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila… »
sabato, 07 giugno 2008 di Jacopo
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Acquistarlo ha avuto un che di sacralità. Into The Wild non è solo un ottimo film: è spunto di una grata e solidale memoria per uno spirito libero che nella sua forsennata corsa ha trovato sé stesso e subito dietro nascosta, la morte. Anche il lavoro di Jon Krakauer fu un eccellente mezzo per raccontarlo e ricordarlo. Ma il genio di Sean Penn, a mio parere, ha decorato la storia di Chris nel migliore dei modi. Immagini, Musica, Testi. Un brivido continuo. In pochi l’hanno compreso, Chris Supertramp, ma una cosa è certa: di questi nessuno lo dimenticherà.
Una chicca per gli appassionati. Scavando negli archivi del NYTimes, ho recuperato l’articolo originale sul ritrovamento di Chris: Dying in the Wild, a Hiker Recorded the Terror, datato 13 Settembre 1992.

Ciao Jacopo, ti ho lasciato una mail all’indirizzo di posta elettronica indicato qui nel blog, dagli una letta quando hai tempo.
Ciao
più che indimenticabile
(vedendolo, mi sono sentita in ogni posto tranne che in una sala cinematografica)
..sono molto contento ti sia piaciuto
a pensare che c’è gente che lo denigra! che mondo..
forse la stessa gente che ammira una forza del genere, è la stessa che denigra questo capolavoro (è difficile ammettere di essere umani, di avere dei limiti, di non saper scegliere per noi stessi)
“E discese sulla Terra soltanto per chiamare ogni cosa con il suo vero nome….”
…Fondamentalmente è qui la chiave di tutta la storia. L’uomo è fondamentalmente incapace di capire che ogni cosa ha il SUO nome. OGNI cosa, ogni creatura. Questo è quello che colpisce di più. La voce fuori campo di Carine non è altro che questo, un tentativo di capire che nome avevano le cose che hanno spinto a questo viaggio nel mondo (e quindi dentro il più intimo se stesso) del fratello Chris. All’inizio è ribellione, poi è desiderio di conoscenza poi è esperienza e poi… Il messaggio più importante di tutti che a lui è costato la vita.
“La felicità è reale solo quando condivisa.”
Come ogni animale l’uomo è incapace di vivere nella propria disordinata solitudine.
Ok. Mi sono dilungata un po’ troppo…
Il libro è un documentario dettagliatissimo a parte qualche digressione sulla vita personale dello scrittore ed il film è reso con un’esaltante abilità e carica emotiva.
Insomma, fondamentalmente, Chris o Alex, anche se preferisco Chris, lo si può soltanto amare od odiare.
Ele
Pure io ne ho scritto tempo fa di questo film. Però ero nervosa quella sera, e ho salvato solo la colonna sonora dei Pearl Jam, o poco più.
(se ti interessa, il post si intitola Happiness real only when shared)
Ciao Jacopo, buona serata.
E’ un film bellissimo a cui come ho già scritto avrei fatto una piccola modifica (semplicemente togliere i sottotitoli). Sto ascoltando proprio ora un brano tratto dalla colonna sonora.