Bellissima
venerdì, 27 giugno 2008 di Jacopo
Non erano certo necessari i venti roventi di Ferrara o gli asfalti squagliati di Roma, per cuocermi come un marshmallow e farmi grondare di sudore. Sarebbe stato più che sufficiente rivivere l’attimo di te alla finestra di camera tua, annaffiatoio giallo in mano, a dare l’acqua alle piantine di basilico appena nate nel vaso sul davanzale. Rinfrescavi la terra col garbo della mamma che rinfresca il sedere del bimbo col borotalco e sorridevi con l’entuasiasmo di chi crea e ama e la dolcezza di chi lo fa col cuore e non con la mente. Parlavi con le piantine la lingua della natura: « ecco l’acqua, finalmente! », e bagnavi le verdissime foglioline con la delicatezza della rugiada. E loro (le ho sentite!) hanno gioito come gioscono gli scoiattoli alla vista della ghianda. Uno squittìo felice e corale, qualcosa di simile.
Bastava questo per commuovermi alla meraviglia della vita. Non avrei sudato, ma lacrimato. Ma tanto sempre di acqua salata si tratta, no?

gli attimi così semplici sono sempre i migliori… conservali con cura. un abbraccio!
E’ ironico perché quando ho letto ho pensato subito che non fosse un’immagine reale. Un bravo scrittore è colui che sa dipingere anche gli eventi più banali di una tale bellezza da farli sembrare frutto della sua immaginazione!
Applausi, Crepuscolo!
Delicato e tenero, buffo e dolce, questo tuo schizzo giallo in controluce alla finestra. Quasi un quadro, cromaticamente vivo. Är du kär?