Archivio mensile per giugno 2008

Bellissima

Non erano certo necessari i venti roventi di Ferrara o gli asfalti squagliati di Roma, per cuocermi come un marshmallow e farmi grondare di sudore. Sarebbe stato più che sufficiente rivivere l’attimo di te alla finestra di camera tua, annaffiatoio giallo in mano, a dare l’acqua alle piantine di basilico appena nate nel vaso sul davanzale. Rinfrescavi la terra col garbo della mamma che rinfresca il sedere del bimbo col borotalco e sorridevi con l’entuasiasmo di chi crea e ama e la dolcezza di chi lo fa col cuore e non con la mente. Parlavi con le piantine la lingua della natura: « ecco l’acqua, finalmente! », e bagnavi le verdissime foglioline con la delicatezza della rugiada. E loro (le ho sentite!) hanno gioito come gioscono gli scoiattoli alla vista della ghianda. Uno squittìo felice e corale, qualcosa di simile.
Bastava questo per commuovermi alla meraviglia della vita. Non avrei sudato, ma lacrimato. Ma tanto sempre di acqua salata si tratta, no?


..ci sono anime sparse che lo fanno..

..ci sono anime sparse che lo fanno, che prendono e partono per un viaggio di sola andata e non ritorno; che tirano in aria il castello di carta, frutto di anni di manovalanza forzosa, agli ordini di una grassa e unta società e per ottenere cosa? una flaccida illusione di successo… dio li benedica, loro che cambiano la ragione del proprio sudore, (non più lo stress), loro che scendono dal treno in corsa e rotolano giù, giù per la discesa, sfrontati e ridenti verso la libertà, verso l’islanda, che so?, per vangare la terra, mungere le vacche e sorridere alla notte: loro sono anime pie e coraggiose e hanno la mia ammirazione..


L’ingegnere

Lo sappiamo che ormai sei vecchio e che la tua fine è imminente perché così vuole la natura; è evidente inoltre che il tuo cervello comincia a svalvolare e dobbiamo ammettere che ci fai quasi pena, come può farci pena un anziano che perde i colpi e inizia a parlare a vanvera; eppure non finisco mai di sperare nella tua fine e nella caduta dell’impero che hai contribuito a mettere su. Perché se è vero che il palazzo s’è edificato da sé, dal magma della storia, tu ne sei stato un ottimo ingegnere e investitore.
Tu sì. Tu che incarni l’italiano provetto – sarà per questo che tanto piaci? -, il ladruncolo, il donnaiolo, il furbastro, il caciarone, tu, che puntualmente confermi tutti gli stereotipi e tutti i luoghi comuni che ci affibbiano, tu, che ci ridicolizzi con le tue battutine da giullare in mondovisione, tu senza vergogna, tu con la tua superficialità meschina, col tuo sorriso di plastica e la testa asfaltata, tu con le tue borse agli occhi che sembrano quelle di noi tutti, gli altri italiani, stanchi di te e della casta che rappresenti e proteggi, stanchi di te e del tuo spudorato attaccamento al potere e ai soldi, e ancora potere e ancora soldi, perché tu, venale imprenditore, tu, avido latifondista, tu ladro, amico della mafia, corruttore di giudici, tu complice di crimini di guerra, tu subdolo oppressore, tu involucro vuoto, tu mummia, tu killer, tu profittatore che disonori il tricolore – e dillo che pure tu ti ci puliresti il culo -, proprio tu che zittisci e censuri, che definisci eroi i mafiosi, tu che non hai idee ma solo interessi, tu che sei un incompetente, tu che parli per smentirti e agisci per arricchirti, tu che ti nascondi ai ciechi e te ne vanti, tu, brutto cane irrispettoso, amico degli amici e nemico della gente, mago illusionista, abile mistificatore della realtà, manipolatore di coscienze, sfruttatore delle masse, blasfemo ciarlatano, ipocrita ridente, sì proprio tu, maledettissimo cancro, riesci sempre a farmi vergognare di essere italiano e di parlare la tua stessa lingua.


« Se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila… »

Una chicca per gli appassionati. Scavando negli archivi del NYTimes, ho recuperato l’articolo originale sul ritrovamento di Chris: Dying in the Wild, a Hiker Recorded the Terror, datato 13 Settembre 1992.


Che non c’era

Sandali ai piedi
Cinema deserti —
Parole ovunque.



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