Storia di Roma
mercoledì, 28 maggio 2008 di Jacopo
La lettura di Storia di Roma di Indro Montanelli è stato un viaggio d’istruzione. È riuscito a condensare più di milleduecento anni di storia in un volume di 426 pagine. E l’ha fatto come solo lui è in grado di fare, districandosi nelle complessità storiche come se le avesse vissute, descrivendole con chiarezza espositiva e occhio attento, critico e sarcastico. Si parte dalla Fondazione di Roma - 753 a.C. - per arrivare alla fine dell’Impero Romano d’Occidente - 476 d.C. - toccando tutti i principali eventi che caratterizzarono la storia romana. Tra le varie Monarchie, Repubbliche e Imperi, si passano in rassegna le vite dei protagonisti della cosa pubblica. E poi scorrono cause ed effetti di editti, guerre, avventi. Si racconta di battaglie epocali, di eroi e farabutti. Ma la cosa costruttiva è che si contestualizzano gli episodi particolari nello status quo di Roma, abbozzando un quadro generale del sistema politico, economico, sociale e antropologico. Sfamando di curiosità il lettore, si oscilla facilmente dalle riforme agrarie alle usanze popolari. Dai circhi, dai viaggi culturali in Grecia alle guerre puniche. Dalle arringhe di Cicerone alla cultura di Adriano. Dai pettegolezzi ai complotti dei pretoriani. Dalle abitudini culinarie, alle efferate battaglie di Cesare in Gallia. C’è un po’ tutto di tutto. Ed è esposto in maniera originale, sintetica, e in chiave narrativa; tanto da soppiantare con la sua piacevole scorrevolezza il ricordo noioso dei banchi di scuola. Parla di persone e società, gente, esseri umani, con difetti e virtù, come noi, e non si limita ad elencare date e nomi fini a sé stessi. C’è chi lo ha criticato «per eccessiva approssimazione e faciloneria»: io credo che come infarinatura sia soddisfacente. Montanelli non aveva pretese di onniscienza, anzi: si evince che il suo è un libro divulgativo col solo scopo di avvicinare le grandi masse. La storia non deve essere un argomento per pochi eletti, ma un bacino di spunti riflessivi e perché no, fonte di svago.

Nonostante io abbia sempre simpatizzato di più per i Cartaginesi ed i Galli credo che questo libro vada letto
il tuo commento è un grave sacrilegio nei confronti di Roma
Dai, io sono in Gallia
E poi i Cartaginesi mi erano simpatici, soprattutto Didone.
Jacopo, questa me la potevi mandare per Libmagazine!
@astrid: ti ho scritto un’email!
Roma rimane un modello. La nostra cultura è grande non per le follie religiose uscite dalla Palestina, ma per quello che Roma è riuscita a costruire.
Francesco Scanagatta
Ben detto!
Bello il tuo blog, Francesco!
Grazie per i complienti per il blog. Il tempo è sempre tiranno e non permette di dedicarne altro alla cura del blog. Ho montagne di libri e documenti che vorrei caricare…
A proposito di Roma ho recuperato il primo numero della storia di Roma a fumetti, non mi riferisco all’opera di Enzo Biagi, qualcuno ha maggiori informazioni su questo pubblicazione?
ciao
Francesco Scanagatta