Carolina e le bandiere
mercoledì, 07 maggio 2008 di Jacopo
Vorrei domandare a Fini se anche nel caso fosse stata sua figlia Carolina, e non Nicola, ad essere uccisa a calci in faccia da cinque naziskin, avrebbe commentato che «bruciare le bandiere a Torino è fatto ben più grave». Lo avrebbe davvero fatto?
Ida Dominijanni su Il Manifesto si chiede se l’atteggiamento di Fini è conseguenza del suo «relativismo etico, cinismo morale, strumentalità politica, giustificazionismo fazioso» o dell’interesse ad equiparare l’estremismo di destra con quello di sinistra, per assolvere il primo e condannare il secondo. Alle due ipotesi io ne aggiungerei un’altra, che non va a escludere le altre, ma anzi le incornicia. Per me le parole di Fini fioriscono da una grettezza d’animo e volgarità senza confini.
