Burro di Cacao \ Meridiana
venerdì, 09 maggio 2008 di Jacopo
A che serve il tempo? Turni di lavoro, lezioni, appuntamenti, incontri, treni. La nostra vita orbita attorno alla convenzione che un minuto sia composto da sessanta secondi e così un’ora da sessanta minuti. Ventiquattro le ore di un giorno, sette i giorni di una settimana, soltanto due quelli del weekend. I mesi poi, 30 dì conta Novembre con Aprile, Giugno e Settembre, di 28 ce n’è uno, tutti gli altri ne hanno 31. L’uomo e la sua esigenza di coordinate precise entro cui muoversi e ragionare. L’idea di quantificare il tempo come grandezza fisica nacque da necessità nazionalpopolari - a che ora assaltiamo Troia? - per evolversi, nel tempo, in interpretazioni cervellotiche - la curvatura del cronotopo e la relatività ristretta. Trattarono di Tempo i più grandi esponenti della scienza, (Galileo, Newton, Einstein…) inquadrandolo in un senso squisitamente fisico; ci riflessero su filosofi, teologi, santi e pensatori, avventurandosi nella pericolosa ricerca dei se, dei perché e dei ma; ci si angustiarono i nostri trisavoli per pianificare la rotazione dei campi e ottimizzare i raccolti; ci studiarono astrologi e stregoni, fascinosi mentecatti amanti del soldo, coi loro calendari, almanacchi e polverosi lunarii; ci badano i più accaniti tifosi, quando la Roma vince 1 a 0 e tutti stanno lì al bar a tener sott’occhio il cronometro e a fremere per il fischio della fine. Mi ci diverto io, che entro nel bagno per lavarmi i denti e noto il burro di cacao sul mobile, lasciato lì da chi del mio tempo si è preso le redini. Accendo le luci, prendo la Sony, imposto macro, tre scatti, e catturo la mia nuova meridiana, marcata labello. Nessun cliché, né formula o modello o campione numerico. Il mio tempo è solo mio: entità e creatura germinata nei liquidi amniotici della mia esperienza, dinamica e in perenne mutamento. Vedete l’ombra sotto? Ecco, io ci sto naufragando in quell’ombra — in quell’onda, ci sto vivendo.
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* per la foto in alta definizione: flickr.
* altre volte. altri tempi.

I hate your blog because it excludes me.
You could study Italian and stop hating it.
Einstein disse «Per noi, fisici di fede, la separazione tra passato, presente e futuro ha solo il significato di un’illusione, per quanto tenace». E non si può dire che ciò non sia affascinante. Il passato vive in noi, sono i ricordi, belli e brutti. Così pure il futuro, in sogni, progetti e il tutto si mescola in una danza psichica che ci rende simili a quello che descrivono i fisici….
Vedo che già ti addentri nel ruolo di blogger fisica
in bocca al lupo per le bottiglie di leida…
Ciao! E’ la prima volta che passo di qua. Davvero un bel blog, più tardi mi guardo le foto con calma..
Oh, grazie Astrid, benvenuta!
il tempo è ciò che ne fai di esso…
questa è la mia filosofia…
AH AH, nice one Jak!
I encourage Karen to study our language too, just as we all study hers. You know, Karen? There’s more to languages than English.
Comunque la tua “meridiana” mi piace un casino!
si puo filosofeggiare centinaia di ore su una inezia come quella del burro di cacao sul tavolino dal bagno…ma se usi la luce del cesso invece che quella del sole è un cazzo e tutt uno e ti ritroverai a naufragare nella tua ombra solo,disorientato e senza neanche poter annegare in santa pace… essere concreti alle volte mina la poesia del fantastico, ma ci concede un punto fisso, un asta piantata nella soda terra, su di cui attacare una corda e cominciare a creare cerchi concentrici: sfidando il buoi e l’ignoto del proprio pensiero con il filo di arianna tra le dita!(te l’ho fatto figurato così è piu facile da visualizzare!:)
Bravo jacopo bel sito!!!(ma questo testo e quell’altro su te che ti perdi ai parioli e becchi la moschea e ti ritrovi nn c’è piaciuto!) continua che sei sulla strada giusta!!! Carletto