Mental Detox Week, Parte II
martedì, 22 aprile 2008 di Jacopo
Lo ribadisco per tutt*. Lo scopo della Mental Detox Week non è il tagliare completamente l’uso della tecnologia, né quello di cessare la comunicazione col resto del mondo. Non è insomma un ritiro spirituale nel silenzio delle montagne — cosa che farebbe bene altrettanto. Il fine ultimo dell’iniziativa è ridurre la dispersione di sé stessi nella realtà digitale. Il motto difatti è: “Escape the fantasy“. In altre parole: interrompere l’ipnosi. È ormai la tecnologia che ci fa leggere, viaggiare, parlare, svagare, sognare. E non è tanto questo ciò che nuoce, quanto invece il rischio che con l’avanzare degli anni e dei click e dei play, si perda l’abilità a leggere, viaggiare, parlare, svagare, sognare senza tecnologia. La vita è altro. Che la tecnologia sia quindi uno strumento che agevoli la vita e non viceversa: che la vita agevoli la tecnologia. Il power on del computer non deve essere il power on della nostra persona. Meglio ancora, che siano le persone ad accendere il computer e non i computer ad accendere le persone. Maria De Filippi in TV non deve essere condizione necessaria per un nostro (vostro) sorriso. Non è stakanovismo, non si tratta di aumentare la crescita personale, la produzione culturale a tutti i costi. Non è neanche un ragionamento socialmente retrogrado perché ripeto, non è una protesta contro la tecnologia in sé, nessuno vuole tornare agli anni 20 senza luce, né acqua, né telefono, né bagno in casa. Si propone più pacatamente di ripensare il proprio tempo libero.
Sembra facile…

Jakki, sei il mio ventenne preferito, che torna sempre a ricordarmi con l’entusiasmo di un bambino quanto sia bello vivere. Là fuori. Te lo fai un viaggio con me?
Puss