in così poco il mondo è tornato meraviglia
domenica, 13 aprile 2008 di Jacopo
con l’alba la distrazione sognante è tornata a casa; l’ho attesa come il padre aspetta il figlio che la sera è uscito con gli amici e ha preso la macchina e non si sa mai. ma è andata bene, stavolta. sarà per le preghiere? non si negano mai nelle situazioni critiche. devono aver funzionato, grazie al cielo, perché le inquietudini si sono dissolte in un baleno, quando la luce ha bussato alla porta ed è entrata. avanzava adagio nel corridoio del mio spirito, per non svegliarmi, ché ancora mi rotolavo sui prati di ipno. ma nell’attesa si sa, il sonno è leggero: si mantengono allerta un occhio e un orecchio. come quando in viaggio si dorme all’aperto, che so, in stazione: si imposta una sorta di sonno cosciente, un riposo attivo, un abbandono a metà. si è sempre pronti ad afferrare lo zaino sotto la panca e a improvvisare una fuga, nel caso arrivi godzilla.
allora sei entrata, e t’ho sentita, gentile distrazione, finalmente a casa. l’angoscia è scomparsa e la colazione è pronta. eri lì al tavolo della cucina che sorseggiavi tè, io osservavo il fumo si elevava dalla tazza creando fili danzanti di vapore. l’aroma esotica dell’infuso di foglie mistificava l’atmosfera donando ali alla mia anima, per farla volare lontano, tra le galassie del sogno, da poco salutate…
Sabato di Primavera, ore 10:00.
io (sereno e sorridente): amore, dormi ancora? io porto il pargolo a fare due tuffi in piscina.
lei (ancora sonnolenta): ehi… che bello, divertitevi eh!
io (delicatamente): vai, dai un bacio alla mamma.
(il pargolo con graziosa innocenza cammina nel buio della stanza verso il lettone, salta su e dà un sonoro bacio sulla guancia della mamma, lei gliene dà tre e lo coccola dolcemente)
io (tranquillo): a dopo! andiamo dai.
in così poco la mia vita si è chiusa in una sfera di armonia. in così poco il mondo è tornato meraviglia.
