È andata. Così. Cioè così. L’unico modo che ho per non deprimermi consiste nel dissociarmi dal sistema Italia, dissolvere le mie carni e volar via, attraverso le sbarre. Per poi studiarli con distacco e freddezza. Asserire che la nostra società, come tutte le variabili dell’universo, procede nel suo percorso e muta dinamicamente nel corso della storia. E allora la guardo, la mia Italia, la mia Roma. Dall’alto. Da fuori. Da sotto.
Tra me e me ripeto: Ogni popolo ha il governo che si merita — Proverbio Italiano, tra l’altro. È il mio mantra post-elettorale. Ha l’effetto del Fentalim. Peccato sia provvisorio e in men che non si dica torno carne, fuoco, torno sangue e lacrime. Nella gabbia ci sono anche io. Il mantra non risolve il problema, lo aggira. Non rimuove la cancrena, ne placa momentaneamente il dolore. E lascia in bocca anche un fottutissimo retrogusto amaro.