Memorie di una Geisha
lunedì, 03 marzo 2008 di Jacopo
Non sono un patito di Giappone. L’idea di leggere un manga mi fa rabbrividire. Se dite ninja, prima dei guerrieri invisibili con la katana, mi vengono in mente le tartarughe. Nutro profonda avversione per ogni forma di festival in maschera stile Romics. Sapete, quei tristi eventi in cui la gente si raduna e si veste da Yeti, Supermario o da Ikito Sakura Makiiro II. Quelle fiere pestifere ghermite di cloni di Arale e Rancy la Strega, i quali si contendono a unghiate l’ultima copia rimasta di Naruto autografata da Aringo Muyata, ovvero l’amico della figlia della vicina di casa del medico del suocero del disegnatore del fumetto. Insomma, cartoni, videogiochi, manie, soldi, consumo, frenesia. Che dire del sushi poi: non l’ho mai assaggiato, ma l’idea di mangiare pesce crudo mi inorridisce.
Ieri notte però ho messo da parte luoghi comuni e pregiudizi, e ho sfoderato il mio insaziabile desiderio di esotismo.
Mi sono guardato Memorie di una Geisha, 2005, regia di Rob Marshall, ispirato al romanzo di Arthur Golden. Deducendo dal titolo, capite bene che il film tratta di Giappone, in particolare di Geishe. Vi dico subito: è carino, ve ne consiglio la visione. Se dovessi dare un voto mi manterrei sul 7 su 10.
Lei si dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda. (Nitta Sayuri)
Sarà perché è stato modulato per un pubblico occidentale, ma mi sono ritrovato trascinato in un mondo lontano nel tempo e nello spazio, inghiottito per 137 minuti nella dimensione del gelsomino, tra profumi e poesia. La trama, come sempre, evito di sintetizzarla. Però un piccolo appunto sulla fotografia, che si accorda piacevolmente ai monologhi profondi, magistralmente fondati sul gioco delle allegorie e delle metafore. Le immagini, accompagnate da parole evocative e musiche atmosferiche, convergono tutte verso l’elemento dell’acqua: fontane, ruscelli, vapori, ma soprattutto tanta pioggia e occhi di ghiaccio di Sayuri, la protagonista della storia. «Non puoi considerarti una vera geisha finché non riuscirai a fermare un uomo per la strada con un solo sguardo», asserì Mameha, la maestra. Ma gli occhi di Sayuri erano in grado di incantare non un uomo, ma un santo eremita.
Nella magia dell’Uki-o, le scuole per Geisha, una volta si diramavano storie di donne che onoravano il mondo che fluttua con l’arte. Il film tenta di avvicinare il pubblico all’elevata figura della Geisha. Dico prova poiché non riesce a scostare la figura della Geisha dai fuorvianti e bassi stereotipi che, da occidentali ignoranti e figli di Mike Bongiorno, ci appartengono. La Geisha non è una prostituta, e se il film non presenta esplicite scene di sesso, ahimé, presta degli accenni per far cassa. Allusioni sufficienti a trascinare l’autore (del romanzo) in guai giudiziari. Mineko Iwasaki, ossia la Geisha a cui Golden si è ispirato, gli ha mosso causa per diffamazione: l’autore avrebbe manipolato ignobilmente la storia e svelato, contro i patti, la sua identità. Il disonore deriva dall’idea che traspare dal romanzo - e così dal film - che le Geishe vendino la propria verginità al più alto offerente e che debbano intrattenere rapporti col cliente. Cosa clamorosamente priva di fondamento a dire di Mineko, che precisa che non esiste alcun obbligo deontologico a sfondo sessuale. Tanto per capire cosa significa Onore per un giapponese… costei, a seguito della vicenda, avrebbe subìto minacce di morte (per la violazione del Codice della Geisha) e avrebbe addirittura ipotizzato il suicidio. Tuttavia la causa in tribunale si è conclusa con un’enorme transazione di denaro dell’autore alla Geisha e l’uscita di un “libro verità” curato direttamente da Mineko.
Chiusa la digressione, nel film resta comunque interessante il contatto con il codice di comportamento, i simbolismi, le ombre e gli umori che un tempo caratterizzavano le fascie più rispettate della società giapponese. Tra rigida disciplina ottenuta col bambù e onori e valori dell’antico Sol Levante, trovavano luce creature angeliche temprate dal mistero. Tra danza, musica, dialettica e sensualità, sbocciava una raffinatezza sublime, una perfezione composta e vellutata. Un erotismo di lacrime e fiori di ciliegio.
La Geisha è un’artista del mondo che fluttua, canta, danza, vi intrattiene; tutto quello che volete, il resto è ombra, il resto è segreto. (Nitta Sayuri)

beh…non avrei temuto le bacchettate sulla schiena…
Sei una coraggiosa vestale dell’arte, allora.
mi piace l’idea del ‘rito’ che gira intorno al mondo della geisha…
E ti piacerebbe viverlo in prima persona?
sono molto tradizionalista, nel senso che mi piacciono le tradizioni, rispettarle, onorarle. mi piacerebbe misurarmi con quella dimensione così estranea a me. ma non per esterofilia…solo per voglia di conoscenza. tutto qui.
Capito, interessante… benvenuta a bordo comunque. Ora vado a letto che è mezzanotte e domani mi aspetta una lunga giornata. Torna se vuoi, mi raccomando!
buonanotte!
tornerò, anche se il cinema non mi piace, mentre vedo che tu sei piuttosto coinvolto.
grazie per gli auguri che mi fai…ancora per pochi minuti è il mio compleanno!!!
Auguri!!! Non so quanti anni tu faccia, ma non importa. Buon compleanno
Appena in tempo con l’orario!!!
PS. il cinema solo da poco ha cominciato a coinvolgermi!
sono 28…
alla prossima!
cazzarola…ero proprio fulminata ieri sera! ho compiuto 27 anni e non 28!!! vecchiaia incalza!!!
haha, dai, il tempo è una convenzione. Ho appena scoperto cose interessanti sul romanzo/film in questione.
davvero? cosa hai scoperto?
rileggi il post, l’ho aggiornato
(tutta la parte della vicenda giudiziaria)
ah, sì. sapevo che golden aveva avuto problemi. comunque ti consiglio la lettura del libro.
Allora premettendo che non dovresti crearti pregiudizi su chi si maschera o legge fumetti, in quanto è un divertimento e un gioco che alcune persone fanno per divertirsi e,a scopo di incontrarsi tra amanti di una cultura totalmetne diversa. I tuoi giudizi sono infondanti in quanto non conosci bene l’ arte del manga, ma non te ne faccio una colpa all’epoca li odiavo anche io, poi mi sono fatta una cultura e sono entrata in questo mondo magico e misterioso che mi fa spaziare con la mente e immergermi in nuovi mondi alla ricerca di una nuova avventura ^_^( cosa che fanno molto spesso anche i libri solo che con un metodo di comunicazione piu semplice per chi no n vuole leggere o ha poca fantasia).
Detto questo, si memorie di una geisha è meravoglioso! Dato che sto studiando alla facoltà di studi orientali e sono una appassionata di geishe, posso affermare con certezza che è uno dei libri e dei film che descrive come stavano realmente le cose agli inizi degli anni 30; bambine vendute dai propri genitori , perchè non hanno abbastanza soldi per mantenerle e che quindi quella della geisha è una delle prospettive migliori per loro. Ho letto il libro ben 4 volte di seguito, anche se la storia è romanzata, Golden ha saputo ricreare quelli ambienti , quelle sensazioni e quei profumi ,attraverso le pagine, rendendoli vivi e nitidi hai nostri occhi.
Il fatto che al geisha ,da cui è ispirato il libbro, abbia affatto dei problemi è una violazione in effetti, ancora oggi ci sono regole rigide all’interno degli okiya(casa di geisha) , ma non credo che Golden l’abbia fatto di proposito, l’avvea solo scritto nel libro a titolo informativo , poi che per il film hanno tirato giu il finimondo non posso che dire pazienza, questo libro doveva essere pubblicato, perchè bisognava e bisogna far capire che una Geisha non è una “PUTTANA”( scusa la volgarità) ma come dici tu è un artista , un intrattrenitrice, donna colta ed eclettica, con piu sfaccettature.
Insomma leggi anche il libbro t elo consiglio se voletre altre informazioni anche su altre cose sul giappone chiedete pure mi fa piacere ^_^ ok un salutoa tutti baci baci
…come io mi impegnerò a discutere i miei pregiudizi, tu promettimi che fai un bel ripasso della grammatica italiana, con particolare attenzione al capitolo delle H e delle doppie! Questo ovviamente senza offesa…
magari hai solo scritto di fretta…
Ora però rispondimi alla domanda: a tuo parere c’era un obbligo deontologico di intrattenere sessualmente i clienti o no?
beh…alla domanda di Jacopo ne aggiungo una anche io: ma oltre agli studi orientali che ne diresti di fare anche studi occidentali?
mi spiego: a me non sembra che Jacopo abbia fatto uso di pregiudizi. anzi.
credo di essere andata per la prima volta al cinema estivo l’anno scorso, davano memorie di una geisha per pochi euro ed avevo tutte le intenzioni di ricredermi -seppur relativamente- sul plasticoso universo giapponese, per il quale nutro anch’io diversi ed irrisolvibili pregiudizi. quel giorno di luglio sono uscita dal giardino-cinema inebriata dal profumo dei fiori giapponesi ed incantata dalla setosità della fotografia ma fondamentalmente delusa da tutto il resto. l’ho trovato perfettamente confezionato per uno spettatore occidentale mediamente disinteressato a quanto di più antico conservi quella cultura, sono sicura che nessun profondo amatore del giappone sia riuscito ad apprezzare pienamente il lavoro pressapochista del regista. scene forzatamente ed artificiosamente lentissime, dialoghi piatti e basati su stereotipi che persino a me - decisamente inesperta ed impreparata sulla cultura orientale più in generale - hanno creato fastidi. ma, cosa ben più grave, ancora oggi mi chiedo come a Marshall sia venuto in mente di ingaggiare attori prevalentemente cinesi per dei ruoli che solo a degli autoctoni sarebbero riusciti a dovere. un affronto oltretutto per il giappone che nutre storica rivalità nei confronti della cina.

come al solito, mi ritrovo a bestemmiare gli autori occidentali che si lanciano nel pericoloso esperimento di raccontare l’oriente. costa troppo documentarsi perfettamente su una cultura lontana per evitare di cadere in esotismi fittizi.
per recuperare un minimo di credibilità nel mondo giapponese mi son dovuta obbligare a leggere un libro di murakami, non sufficiente ma quantomeno autentico..
quello se vuoi posso consigliartelo
(ma in fondo, io non ne capisco nulla e preferisco rivedermi e piangere dal ridere sulle puntate di mai dire banzai
un abbraccio
Non ho visto il film, ma ho letto il libro. Ricordo che mi era piaciuto molto anche se probabilmente , come è già stato evidenziato, è molto “dal punto di vista occidentale”. Quanto al mondo dei fanatici del Giappone… Alcuni manga sono per me dei capolavori (mi riferisco ad alcuni lavori di Tezuka che ti consiglio (es. “La storia dei tre Adolf”)), però forse è un giudizio un po’ troppo personale. Sta di fatto che spesso mi infastidisce l’alto costo della vita nel paese del Sol Levante, che mi impedisce di farci un bel viaggio
Ecco! Penso di nuovo a viaggiare…che vizio
@pizzicarella: hah, io non volevo essere tanto crudele
@suncesija: più o meno andiamo d’accordo su tutto, pregiudizi irrisolvibili compresi… io forse non ho avuto una reazione di repulsione così scandita, o almeno non subito… non appena finito il film ero molto coinvolto da tutto. In sostanza il regista è riuscito a far presa benissimo sul mio spirito occidentale. Peccato che poi ho fatto mente locale e gli ho spillato punti alla valutazione, proprio per questo motivo. Tuttavia c’è chi sostiene che le Geishe vendano davvero il loro corpo (verginità compresa, e ad alto costo questa) - c’è chi invece nega… Mi devo informare meglio su questo. Vedremo…
@Ali: se non avessi voglia di viaggiare non saresti probabilmente una così fedele lettrice (e amica).
Grazie a tutti per i commenti
Ciao
Allora, per le H e le doppie ho scritto di fretta mi capita sempre XD),cmq per quanto rigurda il fatto che le geishe debbano fare sesso per forza, è il passaggio per passare da maiko a geisha, ma si parla degli anni 30 come ho scritto in precedenza. Per i tempi moderni non ne sono certa ma credo che il rituale del mizuage sia sempre lo stesso, naturalmente è ovvio che non sono piu in dovere di fare sesso con tutti coloro che intratengono.
Per la storia dei pregiudizi, non credo di aver sbagliato termine, infatti io intendevo:” Idea o opinione errata, anteriore alla diretta conoscenza di determinati fatti o persone o culture, fondata su convinzioni tradizionali.
Quindi, non dico che ad una persona deve piacere per forza una determinata cosa, perchè ogni giudizio è personale ma che almeno sia fondato su un esperienza o un minimo di conoscenza, tutto qui, ma lo dico perchè anche io ero un tipo cosi, e ho capito che è sempre meglio prima conoscere.
Poi vorrei spiegare che il Giappone non ha una grossa rivalità con la Cina, ma con la Corea, non si possono vedere in verità–_–”’. Nella storia del giappone è chiaro come sono decisametne dipendenti dalla struttura sociale della cina e dalla loro cultura, in realtà il giappone non è altro che un unione perfezzionata della cultura coreana e cinese. –_–” Più o meno tutta la storia si basa su un apertura del giappone verso la struttura cosiale e culturare della cina e della corea, e dopo aver preso abbastanza informazioni chiudevano tutto, rielaboravano le informazioni e le adattavano a loro ^_^ questo era per dire, magari lo trovate interessante, hihi anche se detto in maniera spicciola.
Per finire dico solo che per entrare nell’ottica di un giapponese ci vuole molto tempo in quanto sono opposti a noi in tutto e per tutto OwO , nemmeno io sono entrata a pieno in sintonia con loro anche se lo vorrei, hanno la capacità di trasformare la normalità in arte, anche il semplice gesto di preparare il tè, l’ho visto proprio oggi, sembrava come se il tempo si fosse fermato, ero ipnotizzata dalle mani della donna che preparava con cura, e gesti decisi il tè. Quindi il ritmo lento e pacato del film purtropo è tipico loro , hanno cercato di mantenere questa caratteristica, e vi assicuro che è cmq un film veloce XD se vedete solo quelli in giapponese vi addormemntate hahaha (cosa che mi capita spessoXD) credo di aver finito ( se ci sono errori perdonate la mia ” ignoranza XD”)
Scusa jacopo mi sono scordata di rispondere meglio alla domanda .
Prima ti hos crito del mizuage, questo è in effetti un vendere la loro verginità, chi nega è perchè non lo eprcepisce dal punto di vista materile ma dal punto di vista filosofico,loro sono cosi, è la rappresentazione della crescita che ogni donna deve affrontare, purtroppo loro non hanno scelta, devono vendere il loro attributo piu prezioso, per pagare le spese all’okiya.
Per fartela breve, oggi lo fanno per tradizione e abitudine, perchè ora le poche geishe rimaste sono tutte inparentate tra loro, madri e figlie che si passano la tradizione, ma negli anni 30 (come nel film) vengono vendute dalle famiglie, e non hanno nulla con cui pagare la madre dell’okiya, la vendità del mizuage(vertginità) insieme ai loro futuri guadagni sereve anche a questo.
Io ho capito cosi , spero di essermi espressa decentemente ^_^” s e non fosse cosi ti passo qualche cosa che ho letto cosi mi dai la tua valutazione^_^ baciiiii
Grazie Sakura, sei stata chiarissima…
stasera sono proprio scordarella! ho dimenticato di dirti che l’impaginazione e la grafica del tuo blog è molto carina. davvero. rilassante ed elegante.
bravo!
Beh, che dire, grazie!
L’ho cambiato da poco, prima era crepuscolare…
Si è vero cosi è molto piùcarino ^_^ cmq prego è stato un piacere commentare questo argomento
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