Immaginarci tra le montagne
giovedì, 07 febbraio 2008 di Jacopo
Immaginarci tra le montagne, su, tra le foreste che respirano, donando alle nostre aspre anime l’ossigeno più puro di sempre.
A regnare su noi un cielo di cristallo con stelle brillanti, a rappresentare desidèri espressi chissà quando ed esauditi chissà come. Come sottofondo il piano minimalista di Ludovico Einaudi, e in cerchio discorsi sull’amore per la vita, per la Natura, sulle cortesie del vento, sulla pace dei sensi, sulla benvoluta eternità degli attimi. Stati di gioia assaporati col sorriso, nella loro totalità. E le brune colline che nascondono la luce dell’alba, ci osservano con lo stupore di un hobbit. Siamo un tuttuno col mistero e ce ne compiacciamo. La serenità dei campi di grano, le tane dei grilli compositori, l’ancestrale maternità della Luna. Madre Natura ha scolpito per noi la cornice per i momenti più belli della nostra vita. Dio, sei il nostro respiro. Degustiamo il tuo candore e la tua perfezione, quassù dove non c’è né tempo, né spazio, né scelta. Un incantesimo di positività e calma interiore. Tutto è vita. Intrinsechi all’armonia, come la linfa che scorre nelle piante, o l’acqua che lentamente si insinua negli antri profondi del suolo e va a nutrire una radice. Parte di essa, e co-autori. Tutto è Dio quassù, e anche noi lo siamo, come divengono luce i prismi che ricevono e dividono e diffondono i raggi astrali, che vanno a posarsi sul bosco come fosse un abito di seta sull’esile corpo di una regina elfica. L’argenteo velo di Dio ci coglie, ci scalda, ci perde, ci ritrova. Nell’assoluto.
* photo by David@Flickr
