Sogni e fiocchi d'avena
giovedì, 13 dicembre 2007 di Jacopo
“Volo! Zorba! So volare!” strideva euforica dal vasto cielo grigio. L’umano accarezzò il dorso del gatto. “Bene, gatto. Ci siamo riusciti” disse sospirando. “Sì, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante” miagolò Zorba. “Ah sì? E cosa ha capito?” chiese l’umano. “Che vola solo chi osa farlo”.
In questo periodo la semplicità mi affascina. Alle volte, le questioni più lineari sono le più interessanti nonché le più ardue da snodare.
Pertanto voglio divertirmi a domandarvi: « Ma voi… lo seguite un sogno? ». Cioè, io sono sicuro: correte, rimbalzate, vi affannate, sudate, vi arrabbiate, vi sfiatate, vi arrovellate, vi stressate financo vedere i vostri capelli cadere a ciocche nel lavandino. Tutto ciò serve a costruire la vostra persona, avvicinandovi, anche lentamente, alla realizzazione di un vostro sogno? Più che una domanda, forse è un invito. Fate mente locale e chiedetevi: « Perché tutto questo? ». Ad oggi, vivendo tra le persone - anche soltando captando le conversazioni nell’autobus - si percepisce uno stress incredibile. Nella metropoli si respira un’aria stagnante, consumata, granulosa. Le micropolveri degli scarichi influiscono, ma non sono l’unica causa: secondo me c’è carenza di sogni. La gente non sogna più! Così facendo fertilizza il terreno prima al pessimismo, poi all’alienazione e infine alla rassegnazione consapevole. Ti chiedo di resistere, ponendoti la domanda proposta pocanzi. Provaci: resta fedele ai tuoi sogni e agisci in modo da avvicinartene. Proteggili a spada tratta e soprattutto, assicurati che sono i tuoi. Tal punto si verifica misurando i brividi che vi provoca il pensiero che si realizzino. Se sono forti - ed il criterio è vostra discrezione! - allora state a cavallo. Non resta che (in)seguirlo, senza paura: batti che ti ribatti s’avvererà. 
Se per caso invece li hai già seppelliti in fondo alla tua anima, riesumali e organizza dentro te un rito di Risurrezione. Il Requiem da recitare è sempre lo stesso: « Perché tutto questo? La mia vita migliorerà se proseguo così? ». Rientra nel binario dei tuoi sogni, reincanala le tue energie. Forza, che l’altalena prima o poi smette di oscillare e di farvi giocare, fermandosi in quel grigio stallo chiamato Morte - Cosa cosa? Beh, lasciamo perdere, è un altro discorso. Per oggi pensiamo a questavita, che in fondo è l’unica cosa certa che possiamo palpare senza il rischio di schiaffo e picche annesse.
Io lo sto facendo spesso ultimamente, e vi assicuro, serve. Dentro me le trombe degli angeli suonano all’impazzata quando la mattina mi sveglio e mi nutro di sogni e fiocchi d’avena.
Cito: Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare, Luis Sepúlveda.
Foto: “Sailing through the stars” by Gilad Benari (`gilad@Deviantart)

Jak grazie delle tue ventate di ventenne entusiasmo.
Prego, ma i sogni non hanno età!