Archivio mensile per ottobre 2007

Lonely Planet a doppio taglio

Facendo ricerche su internet mi sono imbattuto su un articolo molto interessante pubblicato sul Sunday Mirror di ieri, 28 Ottobre 2007. Per chi non lo sapesse il Sunday Mirror è versione dominicale del famoso quotidiano inglese Mirror, noto giornale sostenitore del Labour Party, quindi di Tony Blair. Essendo un articolo di critica nei confronti della campagna di guerra in Iraq intrapresa da Blair e Bush dal 2003, questa considerazione diventa basilare, e congela alla nascita ogni possibile tentativo di accusa di faziosità al giornalista.
L’articolo focalizza sulla scandalosa scoperta che gli Americani abbiano invaso l’Iraq senza un progetto preciso per la ricostruzione, ma con una semplice Lonely Planet in mano e un paio di funzionari incaricati a trotterellare (sotto scorta, ci mancherebbe) per le strade di Baghdad a chiedere in giro dove costruire cosa. Pare che gli USA si siano concentrati maggiormente ad architettare le cause dell’attacco – la vocazione di Bush – per dare un contentino morale ai tanti alleati impegnati nella campagna Operation Iraqi Freedom. Tra un’arma di distruzione di massa inesistente e una chiamata divina alle armi, gli Americani hanno pensato bene di portarsi una guida turistica in vista della ricostruzione del paese.
Protagonista quindi la guida per viaggiatori d’eccellenza . Dato che ci siamo, perché non vedere come sono cambiate le cose in Iraq dal 1994 al 2007, interrogando la suddetta guida? Un ottimo modo per leggere la storia recente ed individuare i cambiamenti concreti di un’area. Da quasi cinque anni dall’occupazione, 250 Miliardi di sterline, 170 soldati inglesi e 90mila civili sono morti per portare la pace in Iraq – dice per inciso il Sunday Mirror. Domandiamo alla guida, confrontando le varie sezioni della guida del 1994 con quelle del 2007, se davvero ne è valsa la pena, se l’area davvero gode di salute migliore dopo l’intervento militare.
Esiste ottica migliore di quella del viaggiatore per descrivere un posto o una situazione? Sicuramente di gran lunga più efficace di giornaletti di partito o TG di regime. Molto, ma molto meglio di Emilio Fede, di Vespa e persino della Franzoni.


WHAT ‘94 & 2007 BOOKS SAY…

Visiting Iraq
1994 Iraq is steeped in history. Since the 1950s it has expanded enormously. There are a number of interesting places to visit.
2007 One of the most dangerous places on Earth. Westerners are targets for kidnapping and suicide attacks. This is not a place for a holiday.

On Baghdad

1994 Since the 1950s the city has expanded enormously. Middle-class neighbour-hoods have sprung up. Visit the race track and fast-food restaurants.
2007 The city has fallen on hard times – the response of a nation’s anger against another occupation by a foreign power

Hopping on the bus

1994 Iraq has a good road network and there are regular buses between towns and cities.
2007 Much of the road network in Iraq is damaged. Public transport is not safe to use.

Hailing a cab

1994 Shared taxis can be used between towns and cities. Both ordinary and shared cabs are orange and cream in Iraq.
2007 At the time of writing Iraq was not safe for independent travel.

Taking in the sights

1994 Museums in Iraq are excellent. Many are free and are home to numerous interesting items.
2007 Most of the museums have been looted in the aftermath of the 2003 war Museums may or may not be open.

Read before you go

1994 There are many books available offering a fascinating insight into Iraqs ancient sites.
2007 Institute for War and Peace Reporting offers all the latest news from Iraq.

On getting away

1994 Iraqi airways is the main airline. There are international airports at Baghdad and Basra.
2007 The spiralling descent into Baghdad International, necessitated by constant insurgent attacks on aircraft, means that only those who absolutely must fly into Baghdad do so.

The solo traveller

1994 Explorers can find overland routes to Iraq from Jordan and Iran There is a rail line connecting Baghdad to Mosul and Basra.
2007 You’d be mad to go there.


E’ così triste vedere il tipico linguaggio da Lonely Planet accordato a consigli così drammatici… Hopping on the bus dovrebbe esprimere gioia, spensieratezza e felicità, eppure… Perché tanto egoismo?


INOLTRE: – Due Regole

 

1) Non far caso al maleficio e al mistero che riempiono i tuoi giorni di sorprese dolorose.
2) Non far caso alle preoccupazioni che riguardano le strutture interiori e i piani fondamentali del tuo lavoro. Cerca di trarre piacere dalle cose. Ovvero: al diavolo, non preoccuparti, agisci soltanto.

Tra le tante, leggo i diari di Jack Kerouac, Un mondo battuto dal vento.
Le parole scorrono, i giorni pure, sia nella mia vita che nel libro, cronologicamente ordinato, ed ecco che Jack propone due regole. Due regole utili per chi come lui soffre, chiedendosi sempre perché. Per chi come lui vuole sapere tutto e subito. Perché siamo così, perché l’erba è verde, cos’è il verde, cos’è l’erba, e noi, chi siamo? Oh, cos’è il destino? E le numerose coincidenze, che ci fluttuano intorno moltiplicandosi al ritmo di una fantasia di dubbi. Cosa sono quindi i dubbi? L’anima, cos’è? Dove si trova, se c’è? E chi l’ha creata? Forma, sostanza, che sono, chi l’ha disegnate? Chi ha disegnato tutto questo?
Sono queste le strutture interiori: brutte faccende, vero?
Al diavolo,ha ragione Jack - non preoccuparti, agisci soltanto.
Dico bene, ha RAGIONE. E’ chiaro infatti che dal punto di vista strettamente razionale ciò che dice è giusto, giustificabile, linearmente dimostrabile. Noi, uomini dei perché, dovremmo allentare la tensione esistenziale, vivere di più il momento senza scavare troppo. E’ un monito che Jack dirige a sé stesso per riprendere le redini della vita, sfuggita al filtro della distrazione razionalistica.
Il punto che Kerouac volontariamente sorvalica – trattandosi di uno sfogo a scopo autodisciplinatorio – è che il perché ce lo chiediamo istintivamente. E l’istinto non si comanda. Quei suonati perché nascono dal profondo del cratere dell’anima, dove la lava delle emozioni e dei sogni ribolle furiosa. Queste domande, a noialtri – che per Karma seguiamo queste leggi fisiche – salgono a galla, sono soggette a una spinta interna, come quella di Archimede. Sono quesiti che si prolificano dietro le quinte del pensiero, mantenuti in vita da un impulso oscuro e incontrollabile.

Cerca di trarre piacere dalle cose.

Ha ragione anche qui, accolgo il suo consiglio. Che stupendo dilemma è la vita. Così docile da fuori – esteticamente superbo – ma come ti azzardi a scavare, ahimé, ecco acque tanto tumultuose da mettere i brividi persino a Odisseo. Che magnifico enigma è la vita.

Mia dolce & luminosa Aurora, partiamo?

* Nota Bene! Non pensare che questo è il pensiero più illuminante che abbia letto di Jack Kerouac! Ne avrei innumerevoli altri da riportare… Ma per ognuno di essi avrei poco da aggiungere, se non un semplice GRAZIE diretto all’autore. E i GRAZIE annoiano tutti, io lo so!
* Frammento estratto da: “Un mondo battuto dal vento“, Jack Kerouac, edizioni Mondadori, p. 310
* Foto di: Johan Cronqvist (via Deviantart)



-->