E sto qui seduto con la mia Heineken, sudato perché fa caldo e reattivo perché mi piace pensare.
Sorseggio questa birra e penso al mondo: c’è una luce soffusa, quella della Luna, che benedice la rorida metropoli che si sta aprendo all’autunno. Le luci artificiali della città, usualmente, ai miei occhi contrastano con la bellezza materna e naturale della Luna, ma in questo caso percepisco un’insolita armonia, un’energia interna e tellurica che mi porta ad ammirare il Tutto e a ringraziare l’Autore di tutto questo per il suo impegno e la sua eccellenza. Oh, è così romantica la città di notte, le luci che rilasciano quel giallo sulfureo, l’atmosfera di acqua e fumo, i rumori neutrali che tanto portano a immaginare.
Eppure partirei ora, nel buio incompleto della mia stanza con le finestre spalancate preparerei lo zaino in quattr’e quattr’otto, scenderei sulla strada e comincerei un’avventura.
Già mi vedo a camminare chissà dove alla ricerca dell’Oasi Mistica della Verità, inebriato dalla sensazione che l’orizzonte sia davvero a un passo, a una tappa, a una tirata in autostop. Scendo giù, sulla strada, c’è la Luna, alzo il pollice. Il sudore non c’è più, è evaporato in sogno. Trascorro momenti eterni di pensiero finquando non si ferma un camionista, barbuto, con gli occhiali alla Venditti, mi chiede dove devo arrivare: «Non lo so», gli rispondo.
Ma passa solo pochi di secondi in quell’acre silenzio, rimugino un po’ e decido: «Nuova Delhi».
Dopo una smorfia di stupore neanche troppo accentuata, accetta di portarmi a Bologna perché lì deve arrivare per fare delle consegne. Lui non sa dov’è l’India: in realtà neppure io lo so bene. So che è a Est, e so che è a Est pure Bologna. Lo ringrazio, annuisco, sistemo lo zaino dietro i sedili a molla, e sorrido dietro l’immenso vetro decorato dai consoni inquietanti santini. Sorrido ammirando quella dolce Luna, che abbraccia la mia cara misteriosa capitale e che so mai mi lascerà solo durante il lungo viaggio appena intrapreso. O Luna, donami un po’ della tua costanza…
Archivio mensile per settembre 2007
Ringrazio di cuore U., A. e R. che, nel giro di un mese, senza sapere del consiglio dell’altr*, mi hanno suggerito di leggere Tiziano Terzani.
Ancora devo finire il primo libro che ho acquistato, In Asia. Anzi, l’ho iniziato ieri sera e ne ho letto soltanto un pugno di pagine. Eppure già sento che mi commuoverò spesso alla tanta passione che sfocia dalle sue parole e dai suoi viaggi. Già so che ne rimedierò degli altri. Ho avuto modo di vedere un’intervista che ha confermato la previsione. Mi luccicano gli occhi, credo di aver trovato una persona da cui trarre innumerevoli insegnamenti.
Quanto spirito nei suoi occhi, nei suoi gesti, nelle sue rughe, nella sua barba, nei suoi viaggi, nelle sue parole, nella sua vita?
« Ho dei momenti di estasi nella natura. A volte guardo il tramonto del Sole: stupendo… stupendo. E ho l’impressione che la mia piccola vita, la mia vita insignificante è invece una cosa importantissima, perché è parte della vita di tutto. Mi pare che la vita è una cosa sola. Siamo tutti in questa meravigliosa cosa che è la vita. Ah! Che gioia.» (T.T.)
Ho i brividi.
* Foto: © Alfredo Lando (via Wikipedia)