Io torno e lo ripeto:
La vita è un‘avventura meravigliosa.
In tutte le sue sfumature, gli avvenimenti inaspettati. Il beneficio del dubbio. Le nebbie e i mattini assolati, le notti di pioggia e quelle di neve e ghiaccio. E che dire dell’imprevedibilità… sorprese su sorprese, sobbalzi alternati, picchi di tensione, lampi d’amore, passione costante.
Sentire l’ossigeno nei propri polmoni… ascoltare il battito del proprio cuore. Niente di più semplice ed entusiasmante. Osservare il flusso delle proprie emozioni, come spettatori e protagonisti di un’ingegnosa opera teatrale.
Vivere un sogno, una realtà: sempre di avventura si tratta. Un viaggio oltre il tutto e dietro il nulla.

Mondo, terra, vita: vi amo.
Jag älskar dig.
GRAZIE!
* photo: “Through the Night” © by Luke S.
* Post Scriptum: Starò via ancora per un pochino…
Versione seconda, riveduta e ampliata la mattina del 17 Luglio 2007, alle ore 10.00~.

Domani parto per un altro vagabondaggio tra le stelle. Alla ricerca di un’altra alba che illumini – e riscaldi – le mie fredde membra. Come se la strada portasse fortuna o consiglio, come se macinando kilometri nella dimensione del reale, fossi in grado di ritrovare equilibrio anche nel sublime. Chissà. Di certezze ne ho ben poche. Quelle poche che ho tentato di costruire, sono affossate prima di acquistare una forma tangibile. Gas diffuso, gas nobile, gas assuefante: e io lì, a tentare di chiuderlo in un’ampolla. Eppure lo sapevo all’inizio, che il gas ama la libertà, che se compresso troppo cambia stato e poi soffre e muore.
Ora vado via, m’immergo in mondi che avrei preferito esplorare senza pesi, che avrei prediletto girare con l’ossigeno nei polmoni e, ridondando, con la tua mano nella mia. La Città d’Oro, temo apparirà un’oscura landa confinata dallo stesso filo spinato che torce le mie carni. Esiste tortura più truce, flagello più bieco, del correre ferito senza fiato né meta? Dormire non serve, poiché al risveglio il pensiero, in tempo infinitesimo, fotografa la situazione e l’appende sulle pareti della coscienza, come un dipinto del Munch.
Ansia, apnea, soffocamento. Parto domani, ma senz’aria nei polmoni.
Lo zaino va preparato con cura, evitando di sovraccaricarlo, soprattutto di ricordi, che ora pesano più d’ogni cosa. Ma quanta poesia stai creando, senza volerlo.
Ancora una volta: se tornerò, tornerò diverso, sudato e affaticato. A quel punto l’endorfine farà il suo dovere, e mi darà lo slancio necessario per ricominciare la ricerca dell’equilibrio.
“La vita è un’avventura meravigliosa.”
* photograph: “Oslo Station by Night” (cc) Jacopo O.
Versione seconda, riveduta il 28 Ottobre 2007
Si tende ad estremizzare un’idea o una situazione solo per colmare il vuoto di certezze che si possiede, smorzando apparentemente la paura che l’ignoto della moderatezza – quello spazio tra il sì e il no, quella grigia insinuante insicurezza – incute.

Tirava tanto di quel vento in Via Nomentana che quasi sentivo il desiderio di fermarlo. Come per supplicargli di portare via con sé tutto il dolore ormai condensato nelle pareti del mio cuore… Vorrei che esso sia una nuvola nera, cupa, ma per principio e definizione leggera e incerta e destinata a scomparire.
Ma è invece un enorme scoglio che della nuvola ha solo il colore, e il vento non ha le mani per risolvere, né la forza per trascinar macigni. Il vento porta un consiglio silenzioso, un soffio di millenaria saggezza. Il vento parla, non ascolta. Il vento vola, non aspetta.
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* photo by: Antonello Tanteri