Chi la fa l'aspetti.
venerdì, 27 aprile 2007 di Jacopo
Luigi è un ragazzo di 18 anni che abita a Roma. Frequenta l’ultimo anno del liceo, adora andare in palestra e in discoteca e in motorino rigorosamente modificato e vestirsi con capi griffati. Rientra, secondo testimonianze e deduzioni, nella fascia dei pariolini. Un ragazzo preciso, elegante, fashion, vanitoso: insicuro.
Come per tutti i ragazzi insicuri, gran parte delle sue azioni son spinte dalla necessità di essere (sentirsi) parte del gregge. Ecco quindi che esce coi suoi amici, pariolini anche loro e con le stesse necessità: il gruppo prende forma, sotto il segno della presunzione e della mania di protagonismo.
Tra le tante attività che Luigi e i suoi fieri amici avevano intrapreso, c’era quella di andare coi motorini a Tor Di Quinto, di notte. Tor Di Quinto, per chi non lo sapesse, è una via (o anzi una zona) di Roma di sera si popola di prostitute d’ogni categoria e nazionalità. Nelle file, compaiono anche parecchi transessuali (o transgender, che fa sentir loro più fighi). Ed è da questi che Luigi e i suoi amici andavano.
Non per fare o farsi fare qualche servizio, ma per far loro del male, per sfogarsi con chi appare, almeno ai loro occhi, diverso, stupido, frocio e innocuo.
Ecco le dinamiche della loro bravata tipo: bottiglia di vetro in mano, motorino a 60-70 km/h, e CRASH! Sulla fronte del trans malcapitato. E poi via che si scappa coi motorini.
Questo per più d’una sera. Diciamo almeno per due volte Luigi e gli amici si son sentiti potenti, magnanimi, fighi. E l’hanno fatta franca.
Ma come si suol dire: lo fai una volta, lo fai due volte…alla terza aspettati una sorpresina….
E sorpresina è stata.
Arriva a tutta birra col motorino e con la boccia di Peroni vuota in mano. Individua il trans, gli si avvicina rapidamente, e SPRIN!! bottiglia rotta. Gli altri 3 corrono sui loro caotici ciclomotori sghignazzando come scimmie. Anche lui, appunto, li segue, per scappare…giù per la via.
Ma il caso ha voluto che il motorino si guastasse, fermasse, e non partisse più. Nemmeno a seguito dei frenetici nonché goffi tentativi di rimetterlo in moto col pedale. Niente da fare, il motorino non va! Non vuol proprio partire! Allora ecco che i trans ci fanno caso, e lui che lo lancia via e tenta la fuga a piedi. I trans sono tanti però, e sono disposti lungo la via, e urlano (alcuni col vocione disimpostato), e lo insultano e corrono pure loro. Bastardo dove scappi! Stronzo vieni quà! - E corrono, corrono tutti! E’ il caos, Luigi corre, si scapicolla come un pazzo, ma i jeans e il panico lo scoordinano, finquando non posiziona male il piede e… eccolo allungarsi per terra, con la caviglia storta.
Mi fermo?
…
Ok, ok, continuo.
Quattro trans arrivano, indiavolati, veramente brutti e buffi da vedersi. Sudati, col trucco che colava loro sulla faccia. Quattro persone inviperite, quattro iene affamate di vendetta.
Lo prendono, lo offendono, ridono, lo strattonano un po’, lo immobilizzano, gli calano le braghe e danno inizio al rito di punizione. Sì, proprio al folklore che tutti voi ora state immaginando. Sì, quattro ragazze (sic) gliel’hanno buttato lì, in quel posto. Nel vero senso della parola. E frattanto i suoi amici chissà dov’erano arrivati, Luigi subisce la sodomia piangendo come il bambino che in realtà è.
Ah! Urla il fighetto, lo sentite, adesso urla! HaHaHa! Adesso chi è più il bastardo? - beffeggiavano, mentre Luigi piangeva, piangeva come una gallina spennacchiata. I suoi lamenti e le sue lacrime si alternavano ai mughugni compiaciuti dei 4 alla riscossa. E così, dopo esserselo passato per bene, il rituale finisce con la fuga dei 4 sazi di vendetta, e l’abbandono della vittima (ancora cosciente) sull’asfalto.
A Luigi non resta che telefonare il 118, che lo viene a prendere in ambulanza e gli predispone 4 punti di sutura su per il c**o, uno a trans.
Dopo il fatto, gli amici avranno scoperto l’accaduto, e da bravi, l’avranno diffuso in ogni angolo della comunità. Tant’è che oltre che con la depressione post-sodomia, Luigi ha dovuto fare i conti con un’immagine della sua persona ormai distrutta, cambiando scuola, palestra e motorino. Un’immagine da duro e da bravo a cui tanto teneva e che ora si è sgretolata assieme alla sua verginità anale.
Dai successivi test, fortunatamente (questo sì), non è risultato positivo all’AIDS.

Mi sembra decisamente superfluo descriverti una faccia che hai visto di persona e le risate che hai sentito.
Detto questo, si potrebbero aprire un bel po' di sentieri e riflessioni a partire dal fatto. Il tutto in effetti puzza un po' di “forza superiore”, e da lì il passo è breve per arrivare alla giustizia divina, al destino e a tutte le simpatiche amenità tra quali il nostro cervello ama a volte districarsi, ma questa volta credo che metterò da parte queste cose per farmi una (l'ennesima) grassa risata.
D'altronde, come si può non cedere alla tentazione di deridere un idiota rincorso allegramente da 4 e più teneri e affascinanti gorilla che si affannano ad acciuffare il loro nuovo giocattolo con tutta la grazia di un ragno gravido…
Nonostante le risate continue spero comunque che qualcuno impari qualcosa da questa allegra favola reale.
(rido)
Rido? La scena è divertente anche solo da immaginare, però considerata la violenza che c'è da tutte e due le parti, probabilmente rido per non piangere. Non ho parole. Che tristezza.
Sì, in effetti è un episodio grottesco!
(: (:
(:
…nn ci trovo granche’ da ridere…
il grottesco crea risate amare.