7 Agosto 2006 – Stoccolma I – Sole
«Elementi:
* dalle 7 alle 9 aspettiamo l’apertura del centro informazioni
* Af Chapman. Stanza 102, 4 letti. 25 a testa. 2 tedesche in stanza con noi: venticinquenni e asociali.
* Città vecchia + cambio di guardia + palazzo reale + armeria + Vasagaaten
* Serata fantastica, Luna Piena e poesia di Borges letta da Arianna, ragazza catalana (non spagnola) di 15 anni, violinista. Sconvolgente quanto sia matura, attiva politicamente e legata alle proprie radici e soprattutto sorridente e socievole.
## Mentre scrivo sono seduto qui, sulla nave bianca a tre alberi dell’Af Chapman, e la Luna non smentisce la sua timidezza. Troppe attenzioni da parte di noi, troppo rumore, troppo felicità. Troppa felicità da non riuscirla a sopportar, assimilare, accettare, date le lacrime di tutti gli uomini che porta sullo sguardo.
Solo le luci artificiali rispecchiano su questa vasta pianura fluida, il Mar Baltico, che scorre sotto i ponti di una Stoccolma poliedrica, a tratti elegante nel suo stile ottocentesco, a tratti rovinata da mostri di cemento (i viadotti, per esempio).

Luci verdi, blu, rosse, bianche, gialle che ondeggiano sull’acqua quasi per ipnotizzarmi e ammaliarmi qui e farmi tornare a scrivere, adorare e amare. Ma elementi esterni (Luca, la dura faccia del dovere) mi eradicano da questo posto magico.
Piango dentro, ma vado.»