Coltre di morte su occhi di gemma

di Jacopo

Era caldo, circa l’ora di pranzo, diciamo verso l’una.
Uscivo dalla piscina che da poco ho iniziato a frequentare, situata su una traversa delle maggiori strade di Roma, la Salaria. Una strada che esiste sin dai tempi dell’Antica Roma. Mi appropinquavo dunque verso l’uscita, quando sotto il sole cocente noto una donna in costume da bagno seduta su un muretto proprio all’entrata dello stabile. Bionda, occhi chiari, d’origine slava probabilmente. Piuttosto formosa, il classico fisico che piace. Bottiglietta di acqua Levissima fresca di bar in mano, borsetta da mare con dentro non si sa cosa.
D’un tratto, arriva un’automobile grigia metallizzata, un’utilitaria, con al volante una persona sui 65 anni anni. Accosta al muretto, circa a 2 metri di distanza da me, la donna si avvicina con passo piuttosto pesante verso il finestrino, dove si affacciava l’anziano signore dai capelli bianchi e l’occhio acquoso da bue. La sua pelle rugosa, il suo abbigliamento anni ’50, quelle camicie col collettone inamidato. Un signore qualunque, di quelli che una volta s’intrattenevano tra la briscola, le bocce e un sano bicchiere di vino con gli amici di una vita e che oggi marciscono nella solitudine davanti il televisore.
Il vecchio sorrideva posseduto quando la donna nervosamente le dava una carezza sulla guancia imperlata di sudore. Sembrava si conoscessero, che non fosse la prima volta che si vedessero: è possibile che sia un cliente abituale. Poi, l’inversione a U del vecchio, e la donna sale a bordo sul sedile anteriore. Si mette la cintura, rientra sulla Salaria e sparisce nel groviglio di automobili.
Chissà dove, in quale tugurio, l’illuso latin-lover, porterà il suo bocconcino. Il materasso polveroso, il tanfo che emana la classica stanza in cui razzola un uomo senza scopi. E chissà, la sua coscienza, chissà il suo cuore, se reagiranno nell’istante in cui la donna non riuscirà a nascondere dal suo sguardo la mortificazione di chi è costretto a subire passivamente ciò che mai avrebbe desiderato. Forse i suoi occhi non arrivano a figurarsi la smorfia d’orrore e disgusto che la donna in realtà detiene dietro la maschera. Chissà, se mai si pentirà di aver umiliato un fiore così bello, violandone la sua preziosa intimità, trattandola come un pezzo di carne e nulla di più. I suoi occhi di gemma, velati da una coltre di morte.La donna venne in Italia con una speranza, e si ritrova a soddisfare i desideri di un Paese che appare zucchero e cuoricini: l’Italia nella sostanza è altro, è corruzione spirituale, è appiattimento culturale, è terra di spietati cannibali.


Photo by travelling_shashin