Sintesi:
In una Puglia affascinante e riarsa, arriva da Milano un giornalista in crisi, Carlo, per indagare, con la copertura di un reportage, sull’improvvisa scomparsa di un uomo, ma anche per fuggire da Daria e dal loro legame che ormai si trascina per inerzia. Nel paese di mare in cui si stabilisce conosce Teresa, la tabaccaia, capelli corvini e fianchi generosi, una donna forte, ammaliante e misteriosa come la tarantola. Con lei sperimenta un desiderio brutale, imprudente, che può stravolgere ogni cosa fino a fargli decidere di chiudere definitivamente con il suo passato. Almeno finché Daria, ignara di tutto, non lo raggiungerà…
Recensione:
Se si dovessero scegliere dei colori per descrivere il romanzo, si opterebbe per le sfumature blu del mare, del distacco, della libertà e per il rosso aspro della terra, della passione primitiva, della sensualità. Ambientato nel Salento, trasmette il fascino dei panorami mediterranei, annettendolo egregiamente alla psiche e al cuore del
protagonista, Carlo, giornalista proveniente dal grigio cemento di una Milano frenetica. Un libro caldo, salato, a tratti oscuro e misterioso, che va a toccare le profonde corde dell’anima e degli istinti primordiali dell’uomo. Vibra i fili più nascosti, quelli che tendono all’irrazionale, alla superstizione e alla magia: magia di una terra selvaggia, in cui l’esserci proiettati improvvisamente provoca un terremoto esistenziale. Ricco di palpiti erotici, non tralascia il lato psicologico, svelando tramite flussi di coscienza ciascun pensiero che bombarda la mente del protagonista. Un protagonista ammaliato, sommerso, abbandonato, ma felice. Felice poichè sente di aver trovato la chiave, il modello, la cifra con cui leggere i fatti: cogliere l’attimo, godendo di semplici piaceri come il cibo, la danza, la passione illimitata. E dimenticare le impalcature costruite in un passato imperfetto, macchiato, monotono, che ora inizia a scricchiolare tra il Sole salentino e l’acqua cristallina del mare. Di brividi il romanzo ne fa venire molti: è certo che ognuno di noi abbia affrontato situazioni simili, in cui si desidera ricominciare da capo, crearsi una nuova identità, abbattere il passato che non soddisfa; scrollarsi di dosso il grigiore soffocante della vita quotidiana sublimando con il rosso-passione lo spazio e il tempo, avverando i desideri proibiti sebbene non rispettino la morale. D’altra parte, anche F. Nietzsche ammette che “Ciò che si fa per Amore va al di là del Bene e del Male”: Giovanna Bandini lo sa, e attraverso le sue parole coltiva un’amorevolezza spontanea, innocente, carnale: dionisiaca. Un romanzo da gustare tutto d’un fiato, rischiando di rimanerci rapiti dentro.
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Recensione a cura di: Jacopo per IBS.it (2048 caratteri)

