il Colore della Tristezza
sabato, 24 giugno 2006 di Jacopo
Comincia ad esser vecchia, penso sia arrivata l’ora di renderla pubblica.
il Color della Tristezza
E’ neve violata da fango,
puntinata dalle lacrime che piango,
il color della tristezza. Essa geme,
nello sciogliersi, assieme a cotanta speme.E’ germoglio strappato.
I resti trascinati senza rotta,
dal vento di passione che dona fiato
proprio qui, sulla via interrotta.E’ nebbia. Aspra, che sovente fuma
sui febbrili occhi del Lupo:
la malsan’aria della palude, la bruma
che, ahimè, divenir fa il viver cupo.E’ diga, l’invalicabile muro
del destino. La fioca nuvola,
macchiata d’inchiostro scuro,
libera, senza bordi, vola.
(Versi Grezzi, J.O. - Maggio 2006)
La vita scorre inesorabile ma le ferite che pure sembrano risanarsi sono sempre pronte a riaprirsi. A rileggere questi versi, seppur poco ricercati, ritrovo tutte le sensazioni che avevo in un modo o nell’altro immagazzinato. E le risento come se fossi tornato improvvisamente indietro nel tempo. E’ come se una parte di me restasse viva, chiudendosi, ingabbiandosi nella dimensione creata dalle parole che scrivo.
Anche Hermann Hesse, nel Demian, parla di squarci e crepe solo apparentemente risanabili col tempo:
“Quello squarcio e quella crepa si richiudono, si rimarginano e vengono dimenticati, ma in fondo al cuore continuano a vivere e a sanguinare.”
Una lacrima accarezza il viso.

Sono senza parole, ma ovviamente in senso positivo.
Già il titolo è curioso, e immergersi in questa lettura a dir poco piacevole e allettante, è un voler introdurre la propria fantasia proprio in queste sensazioni.
Noto con piacere che hai seguito le regole giuste per la tua poesia e sei proprio bravo!
Ammetto che l'ho letta e riletta più volte, volendo soffermarmi su ogni “quadro”:
è bellissimo riuscire a percepire e sentire cio che è.
Sì questa sensazione di vera libertà: un pò malinconica, ma non vista sotto l'aspetto negativo ma bensì come una speranza.
Bella!!
Grazie a te, per i tuoi passaggi e per le tue parole.
che strano….
mi sono soffermata a leggere la tua poesia, e non avevo nemmeno visto le tue righe che mi hanno ulteriormente fatto riflettere.
Sì, è vero!!! la ferite non si rimarginano MAI totalmente. Almeno questa è la mia esperienza. Tu CREDI che il tempo guarisca tutto, e tu ti senti anche meglio: forse è un volerci credere o un mentire a sè stessi per aver BISOGNO di stare meglio.
E allora inizia un periodo sereno, tranquillo MA….
sì i ma ci sono sempre, e quando meno te l'aspetti, basta un nonnulla per fare risvegliare quella ferita.
E si soffre, si continua a soffrire…a volte sembra anche PEGGIO di prima.
Il fatto è che è sempre tutto dannatamente attuale e vivo!!!!
Stà a noi fare “tesoro” delle esperienze, perchè comunque hanno contribuito a formare le persone che siamo ora.
E non dimentichiamoci che stiamo VIVENDO la nostra vita.
Ti ringrazio infinitamente.
:red:
Sai che non mi piacciono le cose tristi, ma sai anche che quella poesia mi piace! Spero che tu trovi la felicità presto. (”la neve violata dal fango” mi piace un sacco come immagine, e anche quella della palude).
Grazie Ali :*