Piccolo viaggio nel sofferente animo umano (Parte 2)
venerdì, 21 aprile 2006 di Jacopo
Fa parte della natura dell’uomo cercare le proprie radici e fissare dei paletti per il proprio futuro.
Dalla notte dei tempi, si cercano risposte chiare, si tenta senza tregua di razionalizzare l’irrazionalizzabile per fermare il continuo ribollire dell’animo umano.
Quesiti di tale intensità emotiva, e soprattutto, di tale misteriosità, risultino un macigno difficile mantenere in equilibrio senza un aiuto esterno.
Ecco allora che nasce allora l’entità di Dio. Una forza astratta viene creata con la funzione di scrollare dalle spalle dell’uomo il peso di un mondo sostanzialmente insignificante ai canoni della Ragione.
Ecco che vengono forgiati dalla fantasia nomi come:
Assur, Ra, Zeus, Gesù, Geova, Visnù, Non_lo_nomino_altrimenti_qualcuno_si_offende.
Qualunque sia la serie di sillabe poste l’una vicina all’altra, il concetto non cambia. Il debole animo umano trova vie di fuga in una figura Paterna, Creatrice e Redentrice che accoglie le tensioni esistenziali con autorità e sicurezza.
Peccato appunto, sia un’invenzione. Un’illusione.
E peccato provochi dipendenza come una droga: Carlo Marx definisce Dio come l’oppio dei popoli. Secondo lui, addirittura, Dio sarebbe uno strumento di controllo in mano alla Borghesia per far accettare le proprie condizioni penose alla classe operaia, convinta d’attendere una vita migliore dopo la morte.
Si pensi a quant’è difficile estirpare la ‘fede’ ad una persona.
Una volta incantata dalla sensazione di protezione, la gente è pronta a morire per il proprio Dio.
Ma Dio è morto. Il messaggio di Nietzsche va diffuso.
Purtuttavia non credere in Dio è solo un passo verso l’ammissione del non-senso della vita. E se ci si pensa l’ateismo a sua volta pone dei limiti ben precisi. Credere nel non-senso della vita, è una risposta sincera, illuminante. Seppure resti la necessità di avere delle coordinate, almeno si eviti l’ingenuità di attribuirle alla ragione o alla fede o, per la prevalenza dei casi, alla fede ragionata.
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Se un dio ha fatto questo mondo, non vorrei essere quel dio:
la miseria del mondo mi spezzerebbe il cuore. (Arthur Schopenhauer)

Concordo pienamente con quello che dici Native.
che questo commento non vuole essere offensivo nei confronti nessuno.
La creazione, e la successiva sottomissione ad un entità superiore (come Kierkegaard descrive la creazione di Dio da parte delluomo), è qualcosa che risale realmente alla notte dei tempi come affermi te, da quando anche il troglodita più apatico doveva spiegare fenomeni naturali come piogge o fulmini.
Nel corso dei secoli la concezione di Dio è leggermente cambiata e vede luomo moderno adorare di entità astratte dai nomi vari e pittoreschi, quasi sempre nel tentativo di semplificarsi la vita. Semplificarsi la vita in quanto Dio e le religioni conseguenti fungono da efficienti e fedeli appigli nei momenti di grande dolore, così, bevendo tranquillamente un cappuccino al bar, può capitare di sentire giovani donne o anziane signore che in seguito alla sfortunate dipartita del figlio si esprimono in questi termini: Dio lo ha voluto accanto a se. Probabilmente se il pirata della strada avesse avuto il tasso alcolico inferiore al 5% o se il figlio in questione avesse prestato più attenzione, in quel momento starebbe a colazione con la madre. Questo assolutamente NON vuole essere offensivo per il praticante di alcuna religione, ma solo la dimostrazione di come luomo si serve (e forse sempre si servirà) di Dio per superare i propri dolori e non solo. In ogni caso la verità è un concetto relativo, e anche se può essere ovvio per un ateo che Dio non esiste, e anche se in realtà è cosi, il popolo della Terra continuerà a crederci per i motivi più svariati, e quindi la sua verità sarà quella.
Tanto per tornare al caro Nietzsche, egli afferma nellAnticristo: La verità si è già capovolta, quando il cosciente avvocato del nulla è considerato il rappresentante della verità. Le dure (come sempre) parole del filosofo sono rivolte alla figura del prete (il cosciente avvocato del nulla, nulla in quanto Dio non esiste). Non sbaglia di molto.
Ripeto per evitare di trovarmi esorcisti in casa inviati da chissà chi
The Nameless One
Sai le mie opinioni in fatto di religione. Le conosci meglio di chiunque altro e sai che penso che la fede vissuta come una “giustificazione della realtà” non è quella che amo e che provo.
Credo che The Nameless One abbia idee che condivido ma non le condivido tutte. Piuttosto… Perchè agnostico e non ateo?
Agnostico perchè ci sono momenti in cui Dio lo sento dentro.
Lo vedo nei boschi, nei ruscelli, nei fiori, nel sole e nella neve.
Nella natura. O nelle persone che amo.
Ma allora mi viene il dubbio che tutto ciò che mi circonda sia creazione mia. Una sorta di presunzione divina… Mah…
Io mi definisco agnostico proprio perchè non riesco proprio a trovare una risposta definitiva, nonostante in alcuni momenti mi senta piu incline ad una visione atea ed in altri piu ad una concezione panteistica, quindi pagana.
Agnostico e non ateo perchè non me la sento di scommettere sull'esistenza o la non esistenza di un Dio. Ciò che posso dire con abbastanza sicurezza è il fatto che non riesco ad ammettere il fatto che milioni di persone aderiscono a dottrine preconfezionate e le facciano proprie rivendicando una fede che altro non è che un trapianto. Tali persone, nonostante le rispetti, le ritengo frutto di un indottrinamento selvaggio. Grave falla del sistema.
Ora mi piacerebbe sapere cosa condividi e cosa no riguardo al commento di Lorenzo (aka The Nameless One)… in modo da portare avanti una discussione carina come è solito
Baci e abbracci,
Jacopo (oggi pagano confuso)
Dunque, condivido con Lorenzo (posso chiamarti per nome vero?) l'idea che la religione è per molti (se non per tutti i religiosi) un salvagente nel mare della vita, di fronte ai momenti difficili li tiene a galla. Penso che però il discorso sulla religione (che è una “cosa” umana seppur connessa con un eventuale (per chi ci crede) Dio) e il discorso su Dio siano due cose leggermente diverse. Nel senso che ad esempio (non mi piace usarmi negli esempi e lo trovo antipatico, ma non me ne viene in mente nessun altro), io non amo le “burocrazie religiose” (culti pubblici,ecc…) , i discorsi dei sacerdoti su sessualità, bioetica, e compagnia bella, ma non per questo mi sento atea. Ora come ora ciò che di più vicino a quello che penso del mondo (che penso muterà abbastanza in fretta, (la mia idea)) è un qualcosa simile al paneteismo (in pratica il mondo come “una parte” di Dio).
Semplicemente perchè prima mi ero volta al panteismo, ma vedendo il mondo e identificandolo con Dio, non mi sentivo di chiamare Dio l'entità ottenuta( ecco sto parlando di nuovo come nella matematica).
Bene, spero di aver messo le parole in fila con qualche significato e se per sbaglio ho offeso qualcuno me ne scuso in anticipo. Sono disposta a discutere semplicemente perchè per me la discussione non è convicere gli interlocutori che io ho ragione, ma capire i punti deboli della mia visione delle cose e quali invece sono davvero importanti.
Probabilmente aggiungerò qualcos'altro quando mi verrà in mente!
Perchè adesso sto preparando pranzo
Dunque, dunque… bel thread, bello bello.
Allora ecco una voce un po' “fuori dal coro”. Io mi reputo un credente. Cristiano. Cattolico teoricamente.
Teoricamente perche' metto molti se e molti ma, tanto che forse alla fine di Santo Romano Ecclesiastico non ho molto.
Ad esempio io non penso che dio sia il responsabile di ogni cosa. Dio ha creato il mondo, non ha detto all'ubriaco di ubriacarsi e investire una vecchietta x strada.
E quindi manca l'idea che credere in un Dio porti una giustificazione al dolore.
Credere in Dio non e' sempre un trapianto, e soprattutto non e' sempre un modo per attenuare le sofferenze. Potrebbe addirittura essere ininfluente sulla nostra vita.
Se si considera Dio in senso “filosofico”, come l'entita' da cui ha origine la realta', allora come puo' questo influire sulla nostra vita? forse che un principio controlli se facciamo del bene o del male? e forse che un principio CONTENGA in se' il bene e il male?
Non penso niente di tutto questo.
Forse mi definisco cristiano solo per “inerzia” questo mi e' passato in mente parecchie volte… in realta' non so nemmeno io perche' un uomo dovrebbe essere dio… solo che non mi sembra impossibile.
Se dio e' un principio, allora chi e' perfetto e' dio?
OK, in questo commento ho buttato alla rinfusa un bel po' di idee ma spero di aver reso il concetto
aspetto commenti/reazioni/inviti a nozze/soldi nella cassetta della posta
Dunque… per rispondere ad Electrolite (certo che puoi chiamarmi Lorenzo, però devi rendere noto anche il tuo di nome ;)) Voglio precisare che sono perfettamente d'accordo te sul fatto che religione e Dio sono due cose diverse, e sono fermamente convinto che si possa credere nel secondo senza passare per la prima. Questo è un nodo fondamentale del discoso “religione\Dio”. Dal mio punto di vista gran parte della religione come è vista da gran parte del popolo mondiale è errata in quanto inutile. Sempre dal mio umile punto di vista la figura del prete, così come quelle di tutti i suoi “superiori” sono inutili in quanto, ammesso (e non concesso da parte mia) che ci sia un Dio, dove è scritto che solo il prete o chi per lui può parlare con la detta entità divina? non posso io stesso parlare con Dio senza il bisongo di intermediari? Se poi vogliamo esamiare tutte i bachi che la religione Cristiana ha in se potremmo passarci un bel po' di tempo in allegria, ma eviterò di cominciare in quanto a Natale ho da fare .. ;). L'enorme serie di difetti non toglie però la presenza di alcuni pregi come gli aiuti di vario genere spediti nelle zone piu remote del mondo, o il fatto che tutta l'organizzazione clericale può fungere da sostengno e\o ritrovo per persone bisognose e\o anziane. Il grave problema di questi pregi è che non solo hanno poco a che fare con Dio.. ma potrebbro: 1) essere migliorati del 200% se invece di mantenere tutte le ricchezze che ha.. la chiesa devolvesse TUTTO a orfani,poveri,anziani,malati,sfigati vari,gente afflitta dalla suocera,arancia, birra, coca, cozze, vongole, telline ecc ecc..
2) essere compiti assolti da associazioni completamente laiche.
Questo per quanto riguarda la religione (circa il 20% di quello che si può dire e in gran parte riguardo alla religione Cristiana); per quello che concerne Dio, il discorso è forse più complesso, in quanto ogniuno di noi può avere la concezione di Dio che preferisce: chi lo vede nei cieli, chi lo vede negli alberi, chi lo vede in se stesso e chi non lo vede proprio. Tale varietà di opinioni rende difficile se non impossibile parlare oggettivamente del Soggetto in questione. Posso però dare la mia opinione:
questo in cui viviamo è l'unico mondo che c'è, o perlomeno quello di cui devo preoccuparmi ora, non so se esiste un paradiso o un inferno o quello che volete e in definitiva credo di no, ma siccome l'unico modo di saperlo e morire, e non ho alcuna intenzione di accelerare la mia dipartita in alcun modo, evito di
scommettere sull'esistenza di chicchessia e vivo questa vita con le MIE SOLE forze. Non credo ci sia qualcuno lassù (o quaggiù o dove preferite) che guidi le mie azioni o che anche solo mi stia osservando.
Per rispondere invece allo Ska, volevo chiederti se ci puoi dire cosa credi che SIA Dio e non cosa NON credi che sia, altrimenti non si capisce bene quale è la tua posizione, o almeno io non la comprendo bene ;).
Ultima cosa, credo di dover correggere il mio primo intervento, in quanto non è Kierkegaard che descrive la creazione dell'uomo in quel modo, ma credo Feuerbach. Chiedo scusa.
Saluti a tutti.
@Boyska: Spiego perchè ho detto con fermezza che nella nostra società la fascia credente è frutto di un trapianto. Ti espongo un semplice ragionamento di statistica: bisogna tenere in considerazione la distribuzione dei credenti sul globo terrestre. Come puoi vedere sono distribuite in maniera non casuale, ovvero in alcune zone del mondo prevalgono alcune religioni di massa, ed in altre altre. Prendi l'esempio del Buddhismo: perchè in Europa ci sono 1 milione di Buddhisti e in Asia ce ne sono 320 milioni?
Anche il Cristianesimo conferma questa diffusione 'non casuale': l'Europa e il Nord America sono le capoliste di detentori di persone cattoliche. Non è un caso. Non credi?
Se realmente la fede nascesse spontaneamente dalla signola persona, allora non ci sarebbe questa distribuzione. Saremmo mischiati…ma una distribuzione random non c'è, e ciò mi convince del fatto che il bimbo che nasce e cresce in una famiglia cattolica, al 90% morirà cattolico. Lo trovo ingiusto.
@Electrolite: sul fatto di chiamare il Mondo col nome di Dio [visione panteistica] non vedo il problema. O meglio, posso capire lo stridore di forma, ma la sostanza non cambia. O sbaglio?
X Lollo: 1- accorciate il nick senno' te chiamo lollo a vita
, quindi non sapro' motivare un granche' bene le mie idee.
2- dunque… per me Dio e' la causa del tutto, ma non la causa di tutto. Ovvero: Dio e' il principio della realta'. Effettivamente mi state cogliendo nel mio momento di piena crisi teologica
Cmq ci provo: Per me e' necessario che ci sia un essere da cui gli altri discendano. Quello che non penso e' che debba entrare in contatto con i suoi “figli” in senso di “derivazione”, non “umano”.
Quello che non capisco e': ammesso che esista la perfezione, cio' che e' perfetto puo' essere considerato Dio? ma forse la perfezione non esiste e il problema non si pone…
A Jacopo rispondo dopo che mo c'ho da fa
Dunque
@Jack: paneteismo e non panteismo perchè se guardo il mondo mi sembra che da solo non rappresenti la perfezione massima. Ma credo che lì vada a sentimenti , perciò da persona a persona!
@Lorenzo (comunque il mio christian name (tanto per restare in tema ;)) è Alice, Ali per gli amici): sono daccordo con te sull'utilità di alcune iniziative religiose. Inoltre la religione impartisce seppur con ipocrisia una serie di insegnamenti etici che altrimenti magari verrebbero trascurati (insomma il “non ci sei solo tu, esistono anche gli altri”). Tali insegnamenti potrebbero esserci altrimenti, ma penso che la via religiosa sia la più pratica e semplice (seppur non la migliore, in my opinion).
Saluti a tutti
Mi piace sto post!
Ali aka Electrolite
@Alice (piacere!): Pienamente d'accordo con te su tutta la linea. In particolare quando affermi che la vita religiosa è la via più facile ma non necessariamente la migliore.
@Boyska: Vorrei approfondire il fatto che secondo te è necessario che ci sia un essere da cui gli altri discendano. Non ti convincono le teorie sull'evoluzione??
Ancora saluti a tutti
Lorenzo
Sn circondata sin da quanto ero piccola da persone che hanno sempre dato per scontata l'esistenza di Dio.Un Dio da cui tutto nasce..dal quale tutto,la nostra vita le nostre azioni e gli avvenimenti che viviamo fanno parte di un disegno già fatto.
Dolore…sofferenze…tutto è voluto da Dio per il nostro bene…eh?!?siamo matti?!!
Gran parte della mia famiglia lo pensa, le mie amiche lo pensano…lo pensavo anche io.
Ma nella vita bisogna aprire gli occhi.E' possibile che esista un Dio che possiamo chiamare come vogliamo, che ha dato inizio a tutto..ma penso che dopo aver acceso quella scintilla che ha dato inizio a tutto, egli nn abbia + potere sulla nostra vita.La mano agente di Dio è solo una scusa,una giustificazione creata dalla patologica insicurezza dell'uomo che di fronte all'ignoto che circonda ogni piccola cosa che accade è impaurito.
La scelta di credere a tutto questo è la scelta + facile,avere qualcuno da ringraziare se le cose vanno bene (cosa che poi nessuno fa, perchè crediamo che ciò che di buono accade venga da noi)e da incolpare e bestemmiare se nulla va come vorremmo.La scelta + facile nn è sempre quella giusta però.
@Lorenzo: eh? appunto perche' mi convincono
ma cosa c'entra? le teorie dell'evoluzione dicono che c'era una cellula primitiva che poi si e' evoluta. Bene. Cosa c'entra questo con la creazione del mondo?
Comunque quello che intendevo e' che ci deve essere un principio (non necessariamente personificato, anzi) da cui tutto ha avuto inizio.
Ovviamente dire “principio” e' diverso dal dire “Creatore”, totalmente diverso.
P.S.: non stupitevi di questo mio cambio di idee, ultimamente mi sono mooolto allontanato dal Cristianesimo.
@Boyska: eh… era per dire.. Intendevo chiederti se secondo te esiste\esisteva qualcosa\qualcuno che ha creato volontariamente il mondo e\o l'universo e\o la vita, o se invece ritieni che tutto sia nato per cause naturali.