Jack Sinatra
di Jacopo
Jack Sinatra si distingue da tutti gli altri uomini perchè ha tutto: ogni suo desiderio, materiale ed immateriale che sia si avvera nel momento stesso in cui nasce.
Quando Jack Sinatra passeggia per il viale centrale, i suoi compaesani, guidati da un senso misto di invidia e stupore, commentano tra loro: “Beh, vive proprio da Dio”. E non sbagliano: dal loro punto di vista, egli è reputato come l’uomo più fortunato della Terra. Jack ha dato infatti prova della sua fortuna proprio quando ammise a Julie La Verna, la ragazza più affascinante del posto, che avrebbe voluto sposarla.
Erano circa le 19 di una sera di settembre, e la gente era raccolta in piazza per uno spettacolo di un famoso artista di strada. Mentre Julie gustava la sua zuppa inglese con aria rilassata, gli altri compaesani sedevano ai tavolini dei bar di fronte, chi con un Martini, chi con un bicchiere di acqua tonica. Parlavano come d’abitudine del più e del meno, e gli uomini inconsciamente lanciavano spesso occhiatine maliziose a Julie e alle altre ragazze che giravano intorno. Tra i tavolini occupati dai paesani, c’era quello di Jack Sinatra che era posizionato a pochi passi da quello di Julie. Lui la notava da tempo, nella vita quotidiana del paese. In fondo, in un paese con poche centinaia di abitanti più o meno tutti si conoscono almeno di vista. Sicchè Jack Sinatra sapeva bene dove Julie lavorasse: nella tabaccheria di Via delle Fontane. Anche se non abitualmente, più e più volte Jack Sinatra è andato a comprarsi le sigarette da Julie. Ma mai aveva interpretato la visione di quella ragazza come un bisogno intimo di legarcisi. Per Jack, prima di quel giorno, Julie era solo una commessa di un negozio di Sali e Tabacchi.
La scintilla scoccò quando Jack Sinatra si fissò ad osservare Julie mentre porgeva il cucchiaino della zuppa inglese alla bocca: per lui furono sensuali e candide labbra d’angelo che esprimevano una passione che mai prima d’ora l’avesse travolto. Il movimento della mano cosi fragile e chiara che inculcava il cucchiaino nella coppa, scavando nella dolce crema con sopra la classica spolveratina di cioccolato, a Jack richiamava il gesto della mamma che le imboccava la minestra quando aveva 1 anno e poco più. Era tolto dalla realtà e immerso a metà nei ricordi e a metà nei sogni. Perchè se allo stesso tempo Julie si ricollegava alla sicurezza che la madre le dava quando era un infante, allo stesso tempo le labbra carnose accendevano in lui la fiamma della passione. Niente di più di ciò di cui un uomo di media cultura e di media profondità, ha bisogno per soddisfare le proprie esigenze in campo sentimentale.
Jack era ipnotizzato. Soltanto l’arrivo al tavolo di Julie del cameriere con il conto ruppe l’incantesimo a tal punto da far sobbalzare Jack e da farlo piombare da Julie per dirle con aria fiera: “Desidero pagare io per lei”. Allora Julie senza ombra di imbarazzo o stupore ringraziò alludendo: “La ringrazio signor Sinatra, ma mi dica come posso ricambiarla…”. Jack immediatamente risponde: “Sposiamoci, domani”.
Julie accettò, diventando da semplice commessa, la donna dell’uomo più fortunato della Terra.
Al matrimonio fu invitato l’intero paese e fu organizzato un banchetto nuziale immenso, quasi spaventoso agli occhi della gente che era abituato a fare le cose in famiglia. Tutti si chiedevano come fosse possibile che Jack Sinatra sia riuscito a conquistare Julie La Verna nel giro di cosi poco tempo. “E a pensare che quella lì di spasimanti ne ha a iosa!”, oppure dai più invidiosi: “Secondo me lei sta bleffando solo per ottenere i possedimenti del signor Sinatra… Dicono che ha ben 4 ettari di poderi su, dalle parti del Mulino”.
Fu cosi insomma, tra commenti scettici e risatine maliziose che l’immagine nel paese del signor Sinatra cambiò radicalmente, da persona qualunque fu etichettato come l’uomo più fortunato del mondo.

Jack Sinatra, col suo cappello