Friend of the Night

ah-aa.. ah-aa, due sventurati a scambiarci perché in quel di Porta Maggiore: teste fasciate di umidità e polmoni abbracciati dal profumo di pioggia. Tra le sirene della nettezza urbana e le rose offerte da un indiano educato si parla di vagabondi, di Pasolini, di lingue, di migranti, di futuro, di misteri, di vulve

Punti interrogativi dondolati su una culla di marmo bianco; domande nate libere di sopravvivere e innamorate del cielo, come farfalle

Siamo corpi e niente altro. Siamo anime e niente altro. Siamo la sommatoria di esperienze di vita. Siamo il sacro patto tra l’animale e Dio

Lei non la vedeva; la sua ciocca di capelli tirata sulla testa sembrava l’ala di un angelo in riposo. Lei non lo sapeva; l’oro proletario della Becks le illuminava i denti, forti del conflitto e delle lacrime. Ho un aspetto orrendo stasera, dice. Non si accorge che ha il viso fino come la coda di un pettirosso e il corpetto caldo come un bazar indiano

Sbadiglia come un pesce, lei, e come un pesce si confonde nel buio quando nuota nell’eterea nube della città


Mogwai - Emergency Trap


Roma—Belfast

Viaggiare in treno come piace a me è bello perché non si dorme mai; così facendo si entra in contatto onirico con le realtà esplorate. Detto in altri termini, il viaggio si trasforma in un unico sogno prolungato.


Balmorhea - Elegy


Il sogno nostalgico di un giovane italiano del 2009

Farei volentieri a cambio: Berlusconi per De Gasperi, Franceschini per Berlinguer, Napolitano per Pertini; La Russa, Cicchitto, Bonaiuti, Capezzone, Bocchino – li cederei con piacere per un De Nicola; Rutelli, Fassino, Violante, D’Alema per un Bordiga; Tina Merlin nel ruolo della Finocchiaro; Ambrosoli invece di Maroni; Mattei al posto di Scajola; Einaudi alle finanze, ove ora siede Tremonti; alla presidenza del Senato vedrei meglio Libero Grassi, eroe dell’antimafia, di Renato Schifani; al dicastero della Giustizia avrei preferito Borsellino e Falcone, al ministro Alfano e al sottosegretario Casellati;  Mauro De Mauro alle telecomunicazioni e alle politiche giovanili rimpiazzerei la Meloni con Peppino Impastato.

Alle ingerenze di Ruini e di Bagnasco, avrei preferito quelle di Don Puglisi.

Vorrei che Il Giornale sia ancora diretto da Indro Montanelli e che l’Unità porti la firma di Antonio Gramsci; al posto di Facci, Giordano, Mazza, Pigi Battista, pagherei per leggere Leo Longanesi. Sostituirei la Santanchè e la Mussolini con la Fallaci; ascolterei con passione Rampini discutere dell’impero di Cindia con Tiziano Terzani, invece che con Porro; metterei Ugo Ojetti al posto di Vespa, in prima serata; Cesare Pavese sulla poltrona di Minzolini; Enzo Biagi su quella del tg2; Italo Calvino al tg3; Pippo Fava al tg4, al posto di Emilio Fede; Rossana Rossanda a Studio Aperto; Vittorio Foa al posto di Floris; Bianciardi a recensire libri, in sostituzione di Elkann;  Pier Paolo Pasolini alla direzione della Rai intera;  Giorgio Gaber al posto di Sgarbi; Fabrizio De Andrè al posto di Bondi, al Ministero della Cultura.

(Oh, che amarezza! Accostare i giganti del passato alle macchiette del presente! Che fare, dunque? Noi giovani di questa Italia alla deriva abbiamo il dovere di informarci (biblioteche, internet, ecc.) e far di tutto per onorare il nome dei grandi; sta a noi combattere il tracollo culturale; sta a noi rivivere la vita delle immense personalità che ci hanno preceduti, il loro percorso, conoscere le loro idee e riaffermare il loro temperamento e la loro l’eleganza. Perché saranno morti sì, ma di certo più vivi di tanti morti viventi.)


Dal letame nascono i fior

Incredibile, ma ho trovato qualcosa di positivo ne L’Altro, la nuova testata di Sansonetti nata per riflettere l’inesorabile fallimento della sinistra italiana. Ospita il blog di Tano D’Amico, fotografo degli anni di piombo e della dissidenza. È stata una dolce scoperta e vorrei condividerla qui perché non ha ottenuto la dovuta visibilità (il blog, non la testata).


l’Italia che invece purtroppo è

ahimè


l’Italia che vorrei

Italia che vorrei

→ powered by: wordle